Soo-jin si risveglia dal coma e, come spesso succede, non ricorda più niente, nemmeno chi sia Ji-hoo, suo marito. Potrebbe essere Una coppia alla deriva ma in questo caso non c'è il gioco del marito che ha l'occasione di riconquistare la moglie.
Dopo le cure di riabilitazione la donna torna a casa con lui in uno dei classici condomini orientali dove, dal cartello, risultano un sacco di appartamenti sfitti ma non siamo ne in Dark Waters, Citadel, Bina o Ar Condicionado (giusto per stare in par condicio continentale), e qui la protagonista incomincia a vedere disgrazie che devono capitare alle persone che incontra nell'atrio o in ascensore, cosa che se non sei il protagonista de La zona morta, incominci a convincerti che devi essere tu a portare sfiga.
Decide così ad indagare nel momento in cui assiste ad un omicidio (7 note in nero) e così si rende conto che vede delle cose successe negli appartamenti nel passato (The Complex) e quelli che vede sono solo fantasmi (Shimizu, Nakata, Kurosawa) che. in questo marasma, incominciano a farle dubitare che suo marito non sia realmente suo marito (Secret Obsession, giusto per citare il più recente).
Incomincia così il primo thriller in programma al Florence Korea Film Fest, in onda in questi giorni Mymovies. Un film che non parte male ma che inserisce moltissimi elementi nel tentativo di spaesare e sorprendere con una idea di base che alla fine sarebbe anche accettabile se il film si fosse chiuso con la soluzione dell'enigma senza proseguire in un finale strabordante di sentimentalismo.
Alcuni prodotti sarebbero stati ottimi come product placement (anche estremi) se solo non avessero loghi scritti in coreano.
Si salva solo in distributore SK che fornisce i filmati delle videocamere ai due poliziotti che seguono il caso mentre discutono di un Serial Killer. E cosa c'entra, a questo punto, il Serial Killer? Vi lascio guardare il film