Nella sua voglia di raccontare la sua Francia e i suoi eroi francesi (in pratica alla fine di questo speciale potremmo dire che Sasha fu il vero regista dedito al product placement della sua nazione) in Versailles ha la possibilità di spaziare analizzando la storia francese attraverso i 400 ani di vita della reggia ed i suoi abitanti/visitatori. Sfarzosità oltre i limiti ed una sfilza di attori di tutto rispetto come capiterà con il successivo Napoleone Bonaparte (di cui Versailles è il perfetto beginning): da Jean-Pierre Aumont a Jeanne Boitel, da Jean Marais a Claudette Colbert, da Gino Cervi a Orson Wells, da Edith Piaf ad una giovanissima Brigitte Bardot, qui al suo terzo film, nel ruolo di un amante diciasettenne, tutti usati per il tempo necessario per la scenetta che li riguarda. Versaille è infatti una serie di avvenimenti, quasi tutti all'interno della reggia che raccontano i 400 anni, legati dalla voce di Sasha Guitry che interpreta il narratore e che risfodera il libro già usato per Le destin fabuleux de Desiree Clary e che casualmente finiscono in pratica con l'arrivo del suo pupillo Napoleone che però non dormirà mai in quelle stanze. Il finale è l'apoteosi con tutta la storia francese che scende la scalinata sull'inno nazionale seguiti da una enorme bandiera francese volante. Se non è product placement questo?