Finalmente al terzo tentativo Stuart Gordon riesce a completare un film di fantascienza ottenendo un prodotto di qualità. Niente per cui strapparsi i capelli ma quando in un film si riesce ad ottenere una giusta miscelazione di ironia, divertimento, azione e look intrigante direi che ce n’è abbastanza. Gordon riesce a fare ciò che non gli era riuscito invece con Robojox e a scegliere bene gli interpreti al contrario che non in 2013: la fortezza (passare da Lambert a Dennis Hopper beh, si sente… e la Debi Mazar con il suo erotismo finto-ingenuo è icona fantapop da non trascurare).
Dopo un incipit dove ci viene svelata la creazione di robot-guerrieri dalle potenzialità talmente alte da poter progettare la conquista dell’Universo (con regolamento di conti tra creatore e committente), in Space Truckers seguiamo le avventure del camionista spaziale interpretato da Hopper appena giunto su una stazione a consegnare un carico di… maiali quadrati! Il nostro cade in disgrazia nei confronti del proprietario della ditta che acquista i porci a causa di un ritardo e perché, fondamentalmente, non lo sopporta più, e si ritrova senza lavoro. Costretto a fuggire dal pianeta assieme alla ragazza che ama da sempre, Debi Mazar, e al giovane Pucci (Stephen Dorff), accetta una sospetta commissione: consegnare un carico misterioso sulla terra. Restati in avaria nello spazio, i tre si ritrovano a dover fare i conti con i pirati spaziali comandati da un Charles Dance dal viso deturpato e dal corpo mezzo umano e mezzo meccanico: è il creatore dei robot di inizio film e, naturalmente, dentro ai container vi sono proprio le sue “creature” pronte ad attivarsi per distruggere e conquistare. I nostri si mettono in mezzo alla lotta tra Dance e i suoi robot che non sono più sotto il suo controllo riuscendo a sconfiggere questi ultimi e a salvare l’Universo!
Gustose ambientazioni, scorrevolezza e un buon divertimento. Per finire anche un delizioso cameo di Barbara Crampton.
Fin troppo esaltante Gae Mistretta su Nocturno n. 23: “costato ben 25 milioni di dollari, è il più costoso tra tutti i film di Gordon e va senza dubbio annoverato tra i suoi capolavori (…) è uno scoppiettante road movie con astronavi e guerrieri biomeccanici che dispensa a piene mani ironia e pirotecnici effetti speciali. Da vedere assolutamente”.
Durante il viaggio iniziale, intanto che lo Space Trucker arriva a destinazione, durante la via stellare appaiono vari piccoli satelliti-pubblicitari, la maggior parte dei quali contenenti delle joke (es: Einstein relativity gadget! Newton’s gravity pills! Rubik’s cuban cusine!) ma alcune sono proprio product placement e precisamente PSION; MOTOROLA; CAGIVA. Poi nel “The hub diner”, bar spaziale con arredamento vintage, brilla l’insegna della COCA COLA.