Sebastiano, Moreno e Giuseppe sono tre amici un po' incasinati per mogli, ex-mogli e datori di lavoro, che si sono inventati un tour sui luoghi della banda della Magliana.
Al loro primo giorno già cominciano male con una multa per divieto di sosta e l'arrivo di Gianfranco, un loro ex-amico arricchito grazie ad un software di sua invenzione che si presenta con il product placement di una Citroen nuova di pacca e due "mignottone russe" (lo dicono nel film) per fare un po' lo sborone.
Per sfuggirgli lo lasciano di fronte al suo amaro del capo e finiscono in un tunnel dei Guns n Roses (anche questo viene detto da uno dei protagonisti) e si ritrovano nel 1982 nel pieno dei mondiali di calcio in Spagna (anche qui, volendo. product placement delle figurine) e del dominio della Banda della Magliana.
Dopo un primo momento di sbandamento i tre cercano di sfruttare la situazione (ricordate Ritorno al futuro 2?) conoscendo in anticipo tutti i risultati delle partite del mondiale, ma così facendo si trovano a dover fare i conti con Renatino, la banda e, soprattutto Sabrina (una straordinaria Ilenia Pastorelli), cosa che renderà non certo facile la loro sopravvivenza all'interno di quel periodo storico.
Bruno gioca con i salti nel tempo per riprendere uno dei maggiori filone di successo degli ultimi anni, fra banda della Magliana e polizziottesco/criminale in generale (vedi ad esempio Gomorra) e per farlo crea una commedia piacevole che, pur non riuscendo a creare un nuovo fenomeno alla Smetto quando voglio, riece comunque a divertire e a risultare un successo fra il pubblico a tal punto che stanno già realizzando il seguito.
Certo il film parte con il botto con una sigla che ricorda i polizziotteschi degli anni '70, poi però un po' rallenta ma rimane comunque un buon film meritevole, fra l'altro, di aver continuato a gocare dalle parti del cinema di genere mettendo un tassello in più nella strada verso il ritorno di questo tipo di cinema all'interno della nostra cinematografia.
Ovviamente si gioca sui classici equivoci del salto nel tempo che non possono tenere conto anche dei brand. Si parte dal pennello Cinghiale e si arriva ad alcune chicche come quella del cambio di nome. Qui non abbiamo il nome del brand come il Levi Strauss di Ritorno al futuro per via delle mutande ma il nome associato come quello di Steve Jobs dovuto alla visione della mela sul poster de Il tempo delle mele. Ci sono poi brand citate per l'assenza come Wikipedia ma il top è la pila duracell che appare sia con la mitica pubblicità dei coniglietti in tv, sia come batteria data al piccolo Gianfranco per tentare di risolvere i loro problemi del salto nel tempo. E pensare che nel 1956 il Dr. Brown era convinto che nel''86 l'uranio necassario per i viaggi temporali si potesse comprare nel supermercato sotto casa.