Continua l’avventura della medium Elise, eletta a protagonista della saga di Insidious. Insidious 3 – L’inizio narra l’origin story della medium e di come sia arrivata ad essere quella che abbiamo conosciuto nel primo capitolo. Elise, da poco vedova e tormentata dal proprio dono, viene raggiunta dalla giovane Quinn Brenner (Stefanie Scott, A un miglio da te) per contattare la madre defunta. La medium percepisce una presenza malvagia e avverte la ragazza di non provare a stabilire un contatto con il regno dei morti, perché non può sapere chi ci sia dall’altra parte. Quinn non segue il consiglio e diventa il bersaglio di un demone. Quest’ultimo tenta di ucciderla distraendola in mezzo ad una strada e facendola investire. Quinn sopravvive, ma riporta fratture alle gambe che la costringono sulla sedia a rotelle. Il demone non si arrende e prova in tutti i modi ad uccidere Quinn. Il padre della ragazza, Sean (Dermot Mulroney, A proposito di Schmidt), chiede l’intervento di Elise e la convince ad aiutare sua figlia. La medium è continuamente minacciata dalla Sposa in nero conosciuta nei primi due capitoli, ma accetta comunque l’incarico. Al suo fianco tornando gli aiutanti Specs e Tucker. Leigh Whannell, sceneggiatore e all’esordio come regista, confeziona un prodotto sotto la sufficienza. Registicamente è anonimo. Non che la saga saga di Insidious abbia brillato per originalità, ma si sente lo scarto rispetto ai lavori di Wan. Tuttavia, e aggiungo nuovamente, il grosso dei problemi arriva dalla sceneggiatura. Whannell ha provato in tutti i modi a collegare questo film ai precedenti. Spoiler: missione fallita. In primis, questa genesi del personaggio è poco credibile per due motivi. Insidious 2 ci mostrava una giovane Elise nel 1984, molto diversa da quella di Insidious 3. L’elemento che però stona maggiormente è il fatto che questo capitolo sia cronologicamente estremamente vicino ai precedenti. Ciò rende l’evoluzione di Elise tutt’altro che credibile, anche perché gli eventi di questo film non hanno un impatto così forte da giustificare la mutazione che Whannell prova a propinarci. Come se questo non bastasse, i continui riferimenti ai film precedenti creano dei buchi di trama incolmabili. Qualche esempio: la Sposa in nero tormenta Josh o Elise? Se Elise va nell’Altrove per salvare Quinn, perché non l’ha fatto anche con Dalton? Perché il demone rosso è a casa di Elise? La volontà di creare una saga interconnessa è chiarissima, ma Whannell non fa altro che distruggere le fondamenta piantate dall’universo Insidious. Agli errori sopracitati occorre aggiungere che i fantasmi sono visibili a seconda delle esigenze drammaturgiche della scena. Senza contare che lo stesso Insidious 3 sia pieno di problemi. La presenza di un elemento paranormale è chiara fin da subito, eppure Sean non sembra accorgersene nonostante la figlia sia utilizzata come un sacco da boxe vivente. Elise, una volta entrata nell’Altrove, si trasforma in una sorta di Neo in salsa Ghostbusters con una punta di action hero anni ’80. Nel finale compare anche la madre di Quinn, come se fosse un patronus di Harry Potter. Insidious 3 rappresenta il punto più basso della saga e, soprattutto, scomunica tutti gli elementi di Insidious 1 e 2. Elise diventa il perno di ogni azione e, inspiegabilmente, la calamita per ogni demone. Product Placement: Mazda (5), Ford (Edge), Audi, Pixies (canotta e adesivo), T-Mobile (modello Sidekick), Aunt Jemina (sciroppo), Vans (adesivo), Select (collare), Lay’s (salsa), Jack Link’s (manzo essicato), Tim’s (patatine), Wonder Bread (pane confezionato), Honey Bunches of Oats (cereali), Apple (Macbook Pro), Cìrculo de Lectores (libro), Colorbox, Casper (logo su giacca), Master of the Universe (t-shirt).