Trascinati dal successo di Bora Bora di Ugo Liberatore proliferano, agli inizi degli anni settanta, i film del filone erotico-esotico e Luigi Scattini, altro nome attivo nel periodo e in quegli anni specializzatosi nei mondo movies, vi ci si butta lanciando Zeudi Araya, la giunonica etiope con cui inizia una trilogia (poi La ragazza fuoristrada e Il corpo) in cui il suo corpo color dell'ebano ne è protagonista.
E' lei La ragazza dalla pelle di luna che diventerà oggetto del desiderio dei due borghesi male assortiti Ugo Pagliai e Beba Loncar ("cosa ci fanno insieme un ingegnere e una fotografa?" si chiede l'Ugo nazionale, a quel tempo divo della tv perchè protagonista di tanti sceneggiati di culto e scelto da Scattini probabilmente come risposta al Corrado Pani scelto invece da Liberatore).
Ad inizio film i due si devono recare a Hong Kong per un servizio fotografico che Helen (Loncar) deve fare. Partono a bordo di aereo BOAC (la compagnia britannica che allora aveva ancora solo un paio di anni di vita) che fa scalo alle Seychelles (al tempo ancora inglesi) dove Alberto (Pagliai) ha voglia di una botta di vita e fa in modo di perdere, insieme alla consorte, l'aereo per Hong Kong per passare qualche giorno nell'isola paradisiaca ed evadere dalla monotona vita borghese. Più che altro è il fascino nero di Simoa (Araya) ad interessarlo ed infatti non ci mette molto a possederla (dopo avances da parte di lei) sulla spiaggia esprimendo tutta la sua voglia di libertà e sesso libero. Anche Helen è perturbata e attratta dalla bella Zeudi e in preda a gelosia e fascinazione allo stesso tempo deciderà di rendere la pariglia al consorte buttandosi tra le braccia dello scrittore fallito e perso alla vita Alan (Giacomo Rossi Stuart) che dopo un rapporto sessuale in barca alla domanda di lei "E' stato bello?" risponde "No ma almeno di abbiamo creduto", molto cuore di tenebra...
Però proprio nel momento di massima felicità e rottura degli schemi Alberto avrà un blocco "borghese" e all'invito di Simoa di lasciar perdere tutto e restare ad amarla risponderà che non può perchè "sono un uomo civile e quindi malato" incapace di godersi la libertà. Tornerà quindi in patria con la moglie nonostante tutto per rimettere insieme la loro vita infelice non prima di aver fatto disastri uccidendo brutalmente uno squaletto pescato in barca (in Bora Bora la violenza dell'uomo predatore sull'animale si scatenava contro una povera testuggine) e causando (stavolta per colpa di Helen) la morte di un nativo (fratello di Simoa) sbranato dalla vendetta degli squali... Ripartenza verso l'Italia sempre con BOAC, naturalmente.
Rispetto a Bora Bora la regia di Scattini è più misurata e tendente al romanzone melodrammatico. "Supercult esotico-erotico" e "ingenuo, estremamente divertente con grandi piani lunghi e distesi su Zeudy che corre nuda sulle dune" per Giusti (Stracult, Sperling & Kupfer), "Di interesse nullo" per il Mereghetti (Dizionario dei film 1996, Baldini & Castoldi).
Oltre alla BOAC il product placement si concentra su J&B e NIKON presenti in varie scene in primo piano e sull'apparizione, all'interno della borsetta di Helen, in primissimo piano, di un pacchetto di sigarette ASTOR.