Primo esotico-erotico italiano, Bora Bora è film di Ugo Liberatore che sarà poi il vate del genere. Porta sullo schermo la voglia di libertà sessuale sessantottina assieme a quella, penso principalmente italiana, del maschio alla ricerca della fuga verso lidi esotici tra donne libere sessualmente e seminude (erano allora le isole lontante dove indigeni ammaliavano con balli in due pezzi ghirlandati, sono ora Thailandia e Brasile…). Con la complicazione della gelosia e del bisogno di possesso tipici della borghesia in fallimento.
Film che evidenzia i limiti di molti suoi coetanei, un “andamento lento” a cui non siamo più abituati al di fuori del cinema “artistico”, ma che è intrigante per atmosfera e sviluppo psicologico (ancorché basico) in cui il regista è ben coadiuvato dalla bellezza obliqua di Doris Kunstmann, dal fascino genuino di Haydée Politoff e dalla innata capacità di apparire antipatico di Corrado Pani. Contorno di indigeni disponibili e dall’attrattiva tropicale.
“Il primo e insuperato esotico-erotico all’italiana che univa il ’68 alla ventata delle nuove libertà sessuali (…) la storia è quella di Corrado Pani, marito borghese, che arriva in Polinesia alla ricerca della moglie che lo ha mollato (…). Riesce a ritrovare su un atollo la moglie che vive con un bel pescatore del luogo(…) si prende un’indigena e si costruisce una capanna sul mare. Piano piano la moglie ritorna da lui (…)”. Così Giusti da il dizionario dei film italiani Stracult (Sperling&Kupfer).
“Bora Bora – pur nel pasticciamento della fine, che rispetto alla prima parte del film rivela una scrittura un poco alla carlona – non si basa però su una visione manichea delle cose, non almeno nel modo in cui faranno gli epigoni. (…) l’idea platonica di un Eden tropicale da recuperare diventa un po’ meno assoluta e si relativizza, di conserva, l’immagine del diavolo bianco giunto a tentare gli angioletti neri.” (Il forbito Davide Pulici nello speciale “Al tropico del sesso” nel Dossier n. 35 di Nocturno).
Il film guadagnò moltissimo e subì processi censori a causa di crudeltà esposte (macellazione di una tartaruga) e sesso con bellezze dall’aspetto troppo giovanile…
Product placement per PAN AMERICAN. Location placement per HOTEL TAHITI a Papete, QUINN’S Hotel e BANQUE DE L’INDOCHINE. PALMOLIVE poi appare su di un cartone tra le delicate braccia della Politoff.