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CINEMA
17 Dicembre 2023 - 23:10

DIARIO VISIVO

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Finalmente recupero Killer snakes e un emulo di Jordan Peele
DIARIO VISIVO

David Gordon Green arriva all’ultimo capitolo della sua trilogia di Halloween decisamente spompato. Halloween ends (2022) è sicuramente il peggiore dei tre, il primo, Halloween (2018) niente affatto male per come tornava al film originale con rispettosa rievocazione, il secondo, Halloween kills (2021) accolto con pareri contrastanti tentava comunque, tra l’eccesso di squarciamenti, un discorso sul male come contaminazione collettiva. Questo terzo capitolo invece non è piaciuto a nessuno, pasticciato e messo insieme partendo da atmosfere alla Stephen King con un ragazzo timido e bullizzato, dopo aver ucciso accidentalmente un bambino, che si ritrova faccia a faccia con Myers dentro a un tunnel che porta sottoterra e ne eredita la cattiveria e comincia ad uccidere come lui… Chi si aspettava qualcosa di psicologico e che magari Myers nascesse tutto nella sua mente resta deluso perché poi il cattivone è del tutto esistente e si trova a duellare per l’ennesima volta con Jamie Lee Curtis che stavolta dovrebbe averlo eliminato definitivamente dato che lo ha ridotto alla consistenza della Simmenthal… Tutto sta difficilmente assieme e raggiunge il ridicolo con la rappresentazione della famiglia del ragazzo disturbato con una madre eccessivamente possessiva, pura replica involontariamente caricaturale di decine di altre figure dello stesso tipo. (Voto 5). Heineken e Budweiser a contendersi il primo piano per il product placement in un film Pepsi e Mountain Dew. Buon piazzamento per Kawasaki, moto usata dal ragazzo omicida.

Nuovi Jordan Peele crescono. L’esordiente Juel Taylor con Hanno clonato Tyrone (titolo eccessivamente esplicativo e anche un po’ spoilerante…) che trovate su Netflix inserisce in una trama fantascientifico-distopica i problemi dei sobborghi abitati da persone di colore. Lo fa con humour e riesumando atmosfere da blaxploitation. Un pappone, una prostituta e uno spacciatore si ritrovano a dover fare i conti con i loro droni e il tentativo da parte di potenti oscuri e mad scientist di creare un’umanità tutta uguale e controllata con sostanze inserite nel pollo fritto Hot box fried chicken, nella 2 clean perm cream e con alcune canzoni da discoteca capaci di inibire le menti. Film tutto black a parte un Kiefer Sutherland sicario, forse leggermente tirato per le lunghe ma tutto sommato divertente e con argomentazioni interessanti (unione dei deboli e degli emarginati verso una ribellione all’omogeneizzazione globale voluta dai ricchi). (Voto 6,5). Non so bene se il Mega Cash, gratta e vinci che gioca regolarmente Tyrone esista realmente, sicuramente esistono i Rillos che ordina tutti i giorni, la televisione Panasonic e i citati McDonalds e Starbucks.

WILLIAM WELLMAN. Triangolo amoroso tra lo sferragliare di locomotive. Mary Astor contesa da due ferrovieri, o, per meglio dire, Lily dolce e giovane moglie di Jack, si ritrova sola in cucina con il dongiovanni (ha una donna in ogni tavola calda di ogni stazione…) Bill (miglior amico di Jack da sempre e collega di lavoro) e i due, complice un bacio impulsivo, si ritrovano innamorati. Bill non va oltre ma scappa via e davanti ad un ottimo arrosto e patate che ne Jack ne Lily mangiano si capisce che il marito ha intuito. Lotta sul treno tra i due ormai ex-amici con incidente in cui Bill ha la peggio e resta cieco. Si toglierà di mezzo tragicamente in una notte di tregenda lasciano campo libero ai due amanti che hanno fatto di tutto per soffocare i loro ardori ma… alla passione non si comanda. Melodrammone “operaio” nello stile di molti dei film di William A. Wellman precode, questo Donne di altri uomini (1931) vede tra gli interpreti non protagonisti anche James Cagney (che infiamma la platea con pochi secondi di un travolgente tip tap) e la frizzante Joan Blondell. (Voto 6+). Il treno su cui lavorano i due amici-rivali è un cargo con vagoni della Pacific Fruit Express.

SHAW BROTHERS. Finalmente sono riuscito a procurarmi il DVD Shaw Brothers del “vero” The killer snakes (1974) e siamo su un altro pianeta rispetto a Killer of snake . Prolifico regista tra cui si ricordano i famigerati exploitation movies Schiave nell’isola del piacere e Storia segreta di un lager femminile, Chih-Hung Kuei sforna un animal-horror notevole con protagonista un giovane disturbato (alcuni flashback ci fanno capire che da bambino osservava la madre fustigata nuda in sedute di bdsm) e sessualmente perverso che riesce ad avere un ottimo rapporto con serpenti e ramarri. La sua vita di bullizzato ed emarginato prende una brutta piega quando viene preso di mira da una prostituta e dal suo pappone, comincia a vendicarsi facendo ammazzare donne e uomini che lo hanno osteggiato con i morsi dei suoi animaletti “amici”. Girato tra vicoli umidi di muffa, baraccopoli di lamiera e per buona parte notturno come l’anima del protagonista, il film guarda ai film giapponesi (Wakamatsu ad esempio) con molti nudi e immagini bondage. (Voto 6,5) In casa del protagonista vari scatoloni con varie marche tra cui Atlas e Sunkist Lemons.

ANA KATZ. Il cinema di Ana Katz, attrice e regista argentina attiva dal 1995 ma esordiente dietro la macchina da presa nel lungometraggio nel 2002 con El juego de la silla ritratto di una famiglia “trafficata” con il registro della commedia amarognola. Con il suo terzo film Los Marziano (2011) ci riporta più o meno lì, ovvero nell’osservazione minimalista di una famiglia divisa perché due fratelli hanno condotto una vita separata, uno benestante e l’altro meno fortunato che deve denaro al primo (notoriamente uno degli argomenti più divisivi da sempre, “la plata”…). Quando il fratello più scalognato viene afflitto da un problema neurologico che gli impedisce di leggere e di vedere ostacoli, l’altro, anche spinto dalle donne della famiglia, gli si riavvicinerà. La scrittura di Los Marziano è decisamente meno felice e, a parte qualche sorriso, ci si chiede perché dovremmo interessarci a questo racconto in cui non succede quasi nulla ma nemmeno la regia crea un’intensità interessante. Insomma un film non riuscito dopo che l’esordio e pure l’autodafé Una novia errante road movie dove la stessa regista si mette in gioco anche come protagonista assoluta, avevano creato un’auera di simpatia sull’artista argentina. (Voto 5) Un televisore Samsung unica brand presente.

STORIA DEL CINEMA. Su Youtube si può trovare il film prodotto dalla tedesca Autorenfilm  Der Andere (1913) tratto dal dramma di Paul Lindau. Una specie di Jeckyll e Mr. Hyde senza trasformazioni spettacolari e come azione malvagia un semplice tentativo di furto (a sé stesso inconsapevolmente) del Dr. Hallers, il protagonista del film che dopo una caduta a cavallo soffre di sdoppiamento della personalità. Il film di 48 minuti non mette in mostra nessuna particolare capacità del regista Max Mack di andare oltre una visione teatrale e senza rischi. (Voto 5). Sempre restando nel campo del muto e sempre su Youtube, trovo anche 1812 God, film russo di Vasily Goncharov, in collaborazione, in cui a cento anni dall’evento si celebra la battaglia di Borodino e la vittoria di Napoleone contro i russi che però ha segnato, grazie al sacrificio di migliaia di soldati russi, la fine della campagna del condottiero che trovatosi in una Mosca semivuota e in fiamme con le forze militari ridotte è costretto a tornare verso la patria con i cosacchi e i partigiani russi che li massacrano sulla via del ritorno come raccontato da Tolstoj in Guerra e Pace. Il film è interessante come ricostruzione storica ma sembra non abbia recepito nulla delle avanguardie che in quegli anni stanno rivoluzionando il cinema e la regia è accademica. Alla fine del film vengono ripresi alcuni sopravvissuti, un uomo di 118 anni e una donna di 115 che erano ragazzi al momento degli eventi narrati.  (voto 5,5)

STEFANO BARBACINI

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