Un giovane diplomatico entra alle nazioni unite e partecipa al programma "Food for Oil" che, a partire dal 1996, cercava di dare sostegno alle popolazioni irachene grazie ad un canale privilegiato per l'acquisto del petrolio.
Sulla carta il progetto era buono, ma, come spesso succede, il sistema era corrotto e Michael si trovò fin troppo coinvolto in un giro pericoloso in cui pochi erano quelli che si salvavano.
Il regista danese Fly porta sullo schermo un'altra storia portata alla luce dal Wall Street Journal e ne fa un film a metà fra l'azione e il racconto degli avvenimenti riuscendo a metà nell'impresa. Probabilmente si sarebbe dovuto osare di più da una delle due parti. Così rimane un film che ti fa uscire dalla sala con la sensazione di qualcosa di incompiuto.
Per il product placement oltre alle auto e alle istituzioni, il The Wall Street Journal, ma forse rimaneva più impresso in Prendimi