Dalla Finlandia un film che sembra una replica di Die my love con un occhio ai vari film con i baby killer e un fondo di eco-vengeance.
In pratica, la protagonista è Saga che vediamo in un idilliaco inizio di film ritornare assieme al marito inglese alla (ormai fatiscente e invasa dalla vegetazione) casa della sua infanzia, una casa isolata e immersa nella natura in cui i due si promettono amore e… tre figli. Ma sarà già con l’arrivo del primo, concepito nella natura dopo che lei ha “abbracciato” un albero, che cominciano i guai.
Il neonato è peloso e assetato di carne cruda e sangue, in pratica un bambino mannaro… la madre finisce per camminare sul filo della follia e gli sviluppi non saranno rassicuranti…
Il film Nightborn (2026) in concorso al Neuchatel Fantastic Film Festival 2026, è la seconda opera della regista finlandese Hanna Bergholm, già regista del satirico body horror Hatching, è un film che ha un buon impatto visivo, cominciando dal traumatico parto ripreso graficamente con la testa del bimbo che “balza” fuori dalla vagina dilatata in modo inquietante, poi molte sono le scene in cui schizza sangue e in cui il corpo della povera madre è devastato dai morsi del piccolo, fino – inizio spoiler- ad una conciliazione dei due mentre banchettano sul cadavere del padre con la complicità dell’implacabile natura circostante -fine spoiler-.
Purtroppo molto è il già visto in altre opere ed il finale “ecologista”, con il ritorno alla natura selvaggia, un po’ tirato per i capelli. (voto 6)
Una marca di omogeneizzati finlandesi e una Volvo gli unici accenni di product placement.