È partita e conclusa con sole tre puntate a cavallo fra il 2025 e 2026 (30 dicembre/7 gennaio) l'ottava stagione di Purché finisca bene che, come per le altre stagioni (leggo da Wikipedia ma anche il sito delle Rai non si discosta di molto) le storie, una per episodio, ripercorrono, coi toni leggeri della commedia all'italiana i disagi e le difficoltà dell'Italia del terzo millennio. ME C....I!
Ma veniamo agli episodi:
Nel primo episodio La voce di Cupido, Paola (Chiara Francini) è una camionista sprint che è in pole position con il suo camion Armando per vincere il premio come camionista più veloce nel suo gruppo. Non è molto simpatica e, quindi, i colleghi cercano di ostacolarla sabotandole il motore. A causa di questo si scontra con il responsabile del podcast che ama: la voce di Cupido, e che lei ama. Riesce così a trattenerlo e a farsi aiutare per risolvere i suoi problemi con il camion per i quali coinvolgono un altro autista similhuber che la odia (anche se in realtà è innamorato pazzo di lei). Intanto anche Cupido ha i suoi problemi. Il programma ha bisogno di una scossa, il suo agente vorrebbe creare uno scoop amoroso con la camionista, ma in realtà lui è gay. Come andrà a finire tutto questo? Semplice sapendo che fa parte della serie Purché finisca bene, e allora spoiler, Tutti, ma proprio tutti, i tasselli si metteranno al loro posto. D'altronde siamo alla fine dell'anno e siamo su Raiuno. Nonostante sia elementare all'osso La voce di Cupido rimane l'episodio il più bello, godibile e meno banale della stagione. Per questo voto 6. Per il product placement inesistente si rimanda sotto.
Nel secondo Seduci & Scappa Alice (Marianna Lancellotti) è una madre single con una bambina. Il padre, che è un truffatore, non l'ha mai riconosciuta ma al momento è alle prese con una truffa per la quale gli torna utile essere padre e. quindi, torna all'attacco per portarla via alla madre. Ad Alice non rimane che scappare (con la sua 2CV, teoricamente unico placement), e per farlo è costretta a sedurre gli uomini che la circondano facendosi dare dei soldi coi quali sparire, alimentando la schiera di quelli che la cercano. Prima di sparire del tutto si ferma nella tenuta del burbero zio Calogero (Nino Frassica) per una tappa organizzativa, ma puoi sfuggire a tutti tranne alle tremende trame di Purché finisca bene e dei suoi sceneggiatori, così tutti i suoi inseguitori finiranno li per l'ovvio e banale finale da manuale. Voto 5 - -. Ma si riuscirà a far anche di peggio con l'episodio successivo.
Nel terzo Tempi supplementari Sandro (Giuseppe Zeno) è un ex giocatore di hockey su ghiaccio caduto in disgrazia (d'altronde beveva!) e quindi fine del lavoro, del matrimonio, dei rapporti con la figlia e con gli amici e addio a vita agiata, Adesso vive in un camper. E così per l'inizio del terzo episodio dell'ottava stagione di purchè finisca bene (Tempi supplementari) partiamo subito con il botto. Manca incredibilmente la morte di un compagno di squadra per colpa sua ma probabilmente costava troppo ricreare l'incidente. Ma la serie ha come core business quello di far andare bene le cose e quindi, dopo una serie di lavoretti frustranti, gli viene data la possibilità di allenare una squadra di scalcinati che non vorrebbe allenare nessuno. Nel suo primo Diario minimo, Umberto Eco inserisce Do You Movie Yorself cioè un saggio dove si potevano costruire decine di film per vari autori partendo da un soggetto ridotto all’osso ed inserendo alternative date dalle note inserite nel testo. Va be li c'erano Antonioni, Godard, Faenza, Visconti, Bellocchio, Olmi qui si parla di "cinema" "sportivo", ma il senso (qui purtroppo) non cambia. E' sempre la solita solfa: l'allenatore disgraziato con problemi, la squadra a pezzi che non lo vuole, le incomprensioni, le vittorie, il campione che vuole trombarsi la figlia etc. Certo in alcuni casi con determinate genialate e a determinate condizioni può uscire un capolavoro (vedi Dodgeball). Non è questo il caso. Anzi l'episodio si pone all’ultimo posto fra i tre di questa stagione. Voto 4
Voto totale quindi 4,5/5. Per quanto riguarda il product placement niente da segnalare visto che tutti i marchi sono stati coperti, anche se è sfuggito uno Scania in un’inquadratura cosa che ha reso palese l’identità dei camion del primo episodio. Si salva quindi il location placement della regione Calabria lasciato in eredità dalla Carlucci con il mare nel secondo episodio e la Sila (“che sembra il Canada”) nel primo. Con l’hockey non si poteva sfruttare e così l’ambientazione passa in Trentino.