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CINEMA
27 Agosto 2013 - 09:56

SPECIALE DARIO ARGENTO

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Profondo rosso (Dario Argento, 1975)
SPECIALE DARIO ARGENTO

Un musicista jazz nel posto sbagliato al momento sbagliato. Una parapsicologa ad un convegno capta una mente perversa che ha già ucciso ed ucciderà di nuovo, scatenando la nuova furia omicida. Una giornalista impicciona, un professore ebreo che quasi subito risolve il caso e poi case maledette, burattini inquietanti, bambine perverse, bambole impiccate, quadri risolutori e nenia infantile. Inutile ricamarci sopra: profondo rosso resta (e purtroppo rimarrà sempre, visto l'andazzo delle ultime fatiche del maestro) il capolavoro assoluto di Dario Argento e probabilmente il più bello ed inquietante thriller italiano di sempre (al secondo posto La casa dalle finestre che ridono dello stesso anno). La trama è simile a quella dell'uccello dalle piume di cristallo: un artista straniero a Roma (anche se in entrambi i film si dice di essere nella capitale, qui al congresso di parapsicologia dallo spettatore Pietro Vangoi, e poi gli esterni sono quasi tutti a Torino o a Milano come in 4 mosche di velluto grigio in modo da creare una città argentiana) assiste ad un tentato/omicidio nel quale ha visto (e noi con lui) un particolare che non torna che farà si che la sua vita, e quella delle persone che gli gravitano attorno, sia in pericolo. Mark David comincierà così ad indagare con i suoi compagni di viaggio finchè non arriverà all'inquietante scoperta.

Con Profondo Rosso Argento inizia ad usare la macchina in una maniera innovativa, a moltiplicare i punti di vista in modo da spiazzare lo spettatore (da manuale l'analisi dei dettagli degli ambienti prima degli omicidi), ad utilizzare il POV sia dell'assassino che del testimone involontario, a riempirci di citazioni colte Psycho, Marnie ma anche gli uccelli per quanto riguarda Alfred Hitchcock, M per la nenia infantile, La scala a chiocciola per l'occhio fra i vestiti dell'armadio, fino alla stesso Argento sia per il nome Giordani, più volte utilizzato, che per le analogie con l'uccello per una battuta fra Hemmings e la Nicolodi uguale a quella detta dal Pirana a Sam Dalmas, per il particolare mancante, per la ricerca della pianta esotica che ricorda quella dell'uccello esotico e per l'artista straniero che questa volta si mette proprio sul serio ad indagare, mentre la polizia sta ancora di più a guardare. Se tutto partiva (e finiva) in una galleria d'arte, qua il quadro nasconde l'assassino, un disegno porterà alla soluzione del caso e tutto viene osservato dal quadro Nighthaks di Edward Hopper appositamente ricostruito in via Roma. Non ultimo Profondo rosso potrebbe essere considerato come la versione thriller di Blow up per i numerosi riferimenti con il capolavoro di Michelangelo Antonioni. Per quanto riguarda il product placement sicuramente quello più interessante è quello di Coca-Cola che per due volte serve ad allentare la tensione prima di colpire nuovamente allo stomaco lo spettatore. Per il resto le classiche dei '70: Martini e Marlboro

JMN

Profondo Rosso

Regia: Dario Argento
Produzione: Opera Film Produzione
Data di uscita: 03/07/1975
Location: Torino

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