Anno 1967. La conquista dello spazio è ormai cominciata fra le due superpotenze. La conquista da parte del cinema anche. La fantascienza è all'apice e l'anno successivo con Kubrick cambierà per sempre. I tentativi di imitazione di James Bond non si contano più e, per fortuna, a Dalla Cina con furore mancano ancora 5 anni!
E' in questo contesto che viene creata la 5° avventura di 007, dopo il successo di thunderball, e così, i produttori, sicuri di se presero un nuovo team di sceneggiatori pronti ad adattarsi ai fenomeni del momento.
Quel che ne esce è un pastrocchio con James Bond che, dopo essere stato ucciso ad Hong Kong, resuscita a Tokyo per intralciare i piani della Spectre che sta cercando, al solito, di far scatenare una guerra USA-URSS rubando prima la navicella della Nasa e poi quella del Roscosmos e nascondendole all'interno di un vulcano in Giappone.
Bond collabora così con il Naicho (servizio segreto giapponese) cosa che gli permette di avere Bond-girls orientali e di assistere a incontri di sumo e di arti marziali.
Talmente verso il tecnologico da risultare kitsch, il film si dimentica di alcune cose fondamentali. Bond non guida la macchina (anche se i giapponesi hanno una Toyota GT 2000 superaccessoriata) ma solo un elicottero Wallis WA 116 Agile ritoccato da Q, anche perchè se Thunderball era un film subacqueo e Goldfinger un film di aerei, You only live twice è dichiaratamente sugli elicotteri.
E' il film in cui Bond rischia più volte di morire ed ogni volta esce con delle soluzioni di "culo" che persino il dinamico duo degli anni 60 avrebbe avuto vergogna ad usare (una per tutte come se la cava al porto). Persino il Martini è sbagliato! e nella sede sotterranea del M giapponese preferisce il sake. Unico punto a favore la comparsa di Blofeld che finalmente ha la faccia di Donald Pleasence.
A conferma di quanto detto con Al servizio di sua maesta si corse ai riparo facendo uno dei Bond più interessanti. Peccato che il pubblico non lo capì e con Una cascata di diamanti, dopo, aver raddrizzato il tiro, si chiamò per la (pen)ultima volta Sean Connery.