Bella? Brava? Entrambe le cose, se la carriera musicale di Orianthi Panegiris a 27 anni vanta collaborazioni con artisti del calibro di Michael Jackson ( che l’aveva voluta per quello che sarebbe dovuto essere il tour della rinascita “This is it”), Carlos Santana, Alice Cooper, Eric Clapton, Prince, Mary J. Blige.
La giovane chitarrista australiana, ma di chiare origini greche, già a 14 anni ebbe l’onore di suonare con Steve Vai, uno dei più grandi virtuosi nel panorama chitarristico moderno (del quale tuttavia non segue le orme per quanto riguarda quella che in gergo viene detta “ascia”: chitarra Ibanez con l’inimitabile ”monkey grip” per Vai e per lei un modello dedicato della Paul Reed Smith Guitars chiamata “PRS SE Orianthi”). A 18 anni Carlos Santana la invitò a condividere il palco ad Adelaide, città natale della bella chitarrista per quello che lei pensava fosse “solo un autografo alla mia chitarra!”.
Chitarrista eclettica, capace di mescolare stili e generi diversi con estrema naturalezza, vanta al suo attivo tre album ( l’ultimo dei quali “Fire” è del 2011) in cui la sua precisa tecnica e l’influenza dei suoi maestri Vai e Santana è facilmente rintracciabile, senza mai comunque sfociare in una semplice imitazione: il suo tocco, le sue ritmiche, i suoi assoli rimangono comunque ben definiti e personali.
La grande occasione per Orianthi si presenta quando viene chiamata dal “re del pop” in persona Michael Jackson per seguirlo nel suo tour del 2009, dopo aver ascoltato la cover da lei fatta dell’assolo di “Beat it” (in origine scritto per Jackson da Eddie Van Halen, grandissimo “guitar hero” del XX secolo). Qui la bella australiana incanta tutti con la tecnica del “tapping”, una delle più difficili da padroneggiare come qualsiasi chitarrista può confermare.
Alla morte di Jackson, Orianthi entra nella band di Alice Cooper, icona rock degli anni ’80, per il suo “Welcome 2 my Nightmare Tour” con il quale tuttora collabora.
Cosa le riserva il futuro non si sa. Ciò che è certo è che si preannuncia per la bella chitarrista greca un grande futuro musicale e, azzardiamo, un posto sicuro fra i grandi della chitarra del XXI secolo.