Il giro di boa è avvenuto da quando, più di un anno fa il Product Placement, è entrato a tutti gli effetti nel nostro mondo televisivo. E anche se, a dire il vero, esiste una regolamentazione che indichi i principi cardini di come operare nel merito, la realtà è un’altra: poche idee e confuse.
Le emittenti vivono tempi conflittuali con lotte intestine poiché nel loro interno pochi sono disposti a cedere il passo a questo “nuovo modo” del tutto “lecito”.
Regolamentare il Placement ha creato non pochi problemi visto che ciò che fino a ieri era considerato pubblicità occulta, si ammantava di nomi, quali: SCAMBIO SERVIZI o SCAMBIO TITOLI che consentiva a quei “pochi” di trarne vantaggio economico come “marchetta” clandestina ma del tutto giustificata da esigenze di produzione.
Ed ora che il Placement è entrato di fatto e a tutti gli effetti a far parte del mondo della comunicazione, se pur con le sue regole ancora tutte da esser ben definite e scritte, ha contribuito a far sì che venisse smascherata questa clandestinità.
Ecco che allora, lo stuolo di detrattori del Placement, di attori, conduttori, vip a quant’altri, un tempo disposti quasi a tutto purché rimpinzasse le loro tasche, si infittisce.
Improvvisamente, tutti loro sembrano privi di mimica, di capacità oratorie, di recitazione etc…quasi impietriti.
Non toccano, non dicono, non interagiscono con il prodotto, si oppongono agli inserimenti di placement in quel dato programma o in quella data fiction.
Proprio quando una frontiera era stata spostata più in la, un’altra se ne erige ed il problema rimane pur sempre lo stesso:
SOLDI!!!