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CINEMA
31 Agosto 2021 - 12:45

LA FEMME FATALE NELLA MIAMI DEL FUTURO

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Frammenti del passato - Reminescence (Lisa Joy, USA, 2021)
LA FEMME FATALE NELLA MIAMI DEL FUTURO

Lisa Joy, cognata di Christopher Nolan e creatrice assieme al marito Jonathan Nolan della serie Westworld, si emancipa da tale ingombrante famiglia con il suo esordio nel lungometraggio. Le atmosfere scelte sono sempre quelle fantascientifiche e “mentali” abbinate ad un’atmosfera decisamente noir.

In un mondo futuro in cui (probabilmente dopo il disastro ecologico che si prevede in un prossimo futuro) i mari hanno invaso la terraferma e dove la gente vive solo di notte perché di giorno c’è troppo caldo, Hugh Jackman/Nick Bannister, in una Miami in parte sommersa dalle acque e dove sono relegati i “poveri” e in parte terraferma, grazie a dighe che creano confini discriminatori, dove possono abitare solo i “baroni” che detengono potere politico ed economico, svolge la sua attività di gestore di vasche “amniotiche” (l’acqua, ancora l’acqua) in cui si immergono i clienti che vogliono rivivere momenti della loro vita. Il passato rivissuto come se fosse vero nella mente per non dimenticare i pochi attimi di felicità fino a rischiare l’ossessione e non essere più in grado di vivere la vita presente…

Reduce di guerra conduce l’attività assieme alla compagna d’armi Thandiwe Newton/Emily “Watts” Sanders e la loro vita ha una svolta decisiva quando in campo scende la fascinosa Rebecca Ferguson/Mae, vera femme fatale in rosso che fa virare il film verso il nero…

Lisa Joy evidentemente affascinata da film cult come “Strange days” e “Blue velvet”, si immerge così in un’atmosfera da anni ’40 tra Chandler e “Le catene della colpa” con un certo piacere e una indubbia capacità di riproporre questi piaceri cinematografici ma, purtroppo, non riesce a non scivolare nell’eccesso di spettacolarizzazione da una parte e in quello melodrammatico dall’altro, inficiando parzialmente il bel risultato di compattezza evocativa che stava riuscendo a raggiungere.

Diciamo, continuando il parallelo calcistico, che parte in vantaggio poi il risultato è capovolto e solo nel finale riesce ad ottenere un buon pari.

Nessun product placement degno di nota.

Stefano barbacini

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