IL DISPREZZO (Le Mepris) – Jean Luc Godard (1963)
Nel 1963 Jean Luc Godard ha già girato 5 lungometraggi e tre episodi per altrettanti film collettivi in meno di 3 anni. Riesce a lavorare con continuità nonostante non sempre ottenga il successo sperato di pubblico: i costi molto bassi delle sue produzioni gli permettono di ottenere comunque i finanziamenti necessari.
Il nostro lavora svelto e con idee chiare, anche quando non ottiene gradimento di pubblico e critica riesce ugualmente a non lasciare indifferenti e a far parlare di sé.
Il suo è ormai un nome che conta nel panorama cinematografico e per ciò riesce ad avere la propria occasione per lavorare con un budget superiore. Il produttore di sempre in questi anni, Georges de Beauregard coproduce con Carlo Ponti e Joseph E. Levine la sua nuova opera, “Le Mepris” da un romanzo di Moravia con protagonista la giovane (e già costosa) diva Brigitte Bardot.
Si gira a Cinecittà e Capri quello che rappresenta la summa degli interessi artistici di JLG, il film infatti intreccia perfettamente l’analisi meta cinematografica esplicita come mai prima nei suoi film (nell’operazione è coinvolto il grande Fritz Lang che interpreta sé stesso alle prese con l’Odissea da girare nell’isola napoletana e l’attore-feticcio Jack Palance nei panni di un produttore hollywoodiano) e quella del rapporto di coppia con forti valenze autobiografiche (Michel Piccoli, alter ego di Godard e la Bardot della Karina vengono ripresi in una sequenza lunga 25 minuti girata all’interno della villa del produttore in cui discutono, si amano, si odiano, scena ampliata delle tante viste anche nelle opere precedenti per cui JLG scrive i soliti dialoghi taglienti come rasoi sull’amore e il conflitto sessuale).
La cinefilia del regista stavolta omaggia Antonioni ma il film è totalmente godardiano e come tale non fa presa sul pubblico nonostante le grazie della divina BB e non ottiene neppure il gradimento di Ponti e Levine. Il primo rimonterà a suo piacimento la versione italiana cambiando anche la colonna sonora, il secondo richiederà scene aggiuntive di nudo della Bardot.
Godard contrariato girerà una nuova sequenza tutta incentrata sul lato B di BB ma in cui la sua “mano” è totalmente riconoscibile, infatti sarà un’ulteriore occasione per una scena d’amore tra il poetico, il surreale e il voyeuristico tipica del cinema intellettuale dell’autore che con la frase di Piccoli “ti amo totalmente, teneramente, tragicamente” praticamente la “firma”.
Gli interventi dei due produttori dimostrano di aver capito poco del discorso sul cinema di Godard in cui è proprio Palance, il produttore, a fare una brutta fine (morirà insieme alla Bardot) lasciando al regista Lang e al suo assistente (Godard stesso) il via libera per un prodotto artistico e non commerciale (oppure lo hanno capito ma non condiviso, infatti la liberatoria scena finale mentre si gira l’Odissea come voluto dal regista e non dalla produzione sul mare azzurro che circonda Capri verrà tagliata da Ponti nella versione italiana).
Citazioni di film: “Qualcuno verrà” con Dean Martin, “Viaggio in Italia” di Rossellini, “Dietro lo specchio” di Nick Ray, perfino “Totò contro Ercole”.
Citazioni letterarie da André Bazin e Bertolt Brecht (per Godard è lui l’unico vero BB…).
Product placement: il “CORRIERE DELLA SERA” sostituisce il “France Soir” delle opere francesi, la Bardot beve COCA COLA e non mancano auto (resterà nella storia del cinema l’ALFA ROMEO rossa decapottabile su cui perderanno la vita Palance e Bardot) e marche d’olio per auto (MOBIL).