Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
30 Maggio 2011 - 08:46

SOURCE CODE

 Print Mail
La doppietta del figlio di Bowie
SOURCE CODE

SOURCE CODE – Duncan Jones (2011)

Una volta tanto il “figlio di papà” mostra qualità e ottiene rispetto di critica e pubblico andando a pescare tra gli autori classici idee e immaginario, da Asimov a Dick passando per Poe.

Source code non ha la stessa sorprendente qualità di Moon ma è comunque un film godibile dall’inizio alla fine. Siamo dalle parti del thriller “mentale”, quello in cui l’azione avviene in mondi “alternativi” e differimenti temporali creati dalla mente del protagonista e già portati recentemente sugli schermi da superproduzioni come Inception e Shutter Island (senza rivangare gli innumerevoli esempi del passato meno recente da Total Recall a Memento).

Questa volta però siamo più vicini ad una rielaborazione del concetto di mesmerismo di Poe che non ai mondi alternativi Dickiani.

Il mefistofelico Jeffrey Wright/Dr.Rutledge è uno scienziato (con tanto di barbetta e zoppia demoniache) che è riuscito a portare a termine l’importante e rivoluzionario progetto Source Code (teoricamente per permettere alla nazione di salvare milioni di vite umane ma alla fine con unico scopo il proprio successo personale). Il Dr. Rutledge ha scoperto che il cervello umano “registra” gli ultimi 8 minuti di vita anche dopo la morte. Questi 8 minuti diventano un vero mondo alternativo in cui può entrare la mente di un altro soggetto che è anche in grado di agire al posto del soggetto prescelto all’interno di questo “passato” virtuale.

Sean Fentress è vittima insieme ad un altro centinaio di persone di un attentato dinamitardo ad un treno della CCR (product placement per la Chicago City Railways o un riferimento musicale al Graveyard train dei CCR, i mitici Creedence?) e i suoi ultimi 8 minuti di vita rappresenteranno il campo di azione per l’inviato della squadra di Rutledge, il Capitano Colter Stevens, aviatore reduce dall’Afghanistan, il cui cervello è collegato, tramite macchinari creati allo scopo, alla mente di Fentress cosicchè il corpo di quest’ultimo possa essere utilizzato dal militare per agire sul treno.

Il capitano dovrà in 8 minuti scoprire dov’è la bomba e chi è l’attentatore prima che lo stesso non porti a compimento il proprio piano finale di piazzare una bomba nucleare nel centro di Chicago!

L’operazione può essere ripetuta a più riprese (per fortuna dato che Colter/Fentress tutte le volte che non riesce a scoprire l’attentatore finisce per morire regolarmente nell’esplosione del treno) ritornando a rivivere sempre lo stesso momentum.

La detection del militare si va ad intrecciare con le vite fittizie dell’amica di Fentress, Christina Warren (interpretata da Michell Monagham, attrice dal volto vissuto in netto contrasto con il bel faccino di Jake Gyllenhaal che interpreta Stevens) e quelle dei passeggeri del treno, ma pure con quella dell’interlocutrice “reale”, la scienziata militare Colleen Goodwin (dietro gli occhioni azzurri di Vera Farmiga è costruito un personaggio pieno di umanità in contrasto al cinico Rutledge), miscelando azione, suspence e love story.

Stona un po’ il protagonista Gyllenhaal che affronta la missione in cui è catapultato suo malgrado come se fosse un ragioniere costretto a lottare per la vita invece che un esperto militare abituato a farlo e stona un po’ il finale che trasforma un piccolo film, apprezzato proprio perché il pre-finale lo trasformava in un operina raccolta, perfettamente conclusa attorno ad una poeticità fatale, in un tentativo di ampliarsi verso un gioco temporale (si arriva a modificare il tempo incontrando qualche problema di logica narrativa) troppo ampio e non necessario (a meno che non si stia pensando a nuove missioni per il capitano Stevens…). Stonano un po’, dicevamo, ma il film resta da vedere per un’ora e mezza di fantaction senza troppi effetti fracassoni.

Il film a piccolo budget ha sicuramente ottenuto aiuti in questo senso dalla DUNKIN’ DONUTS che pur non mostrando ciambelle gustate da nessuno è presente massicciamente a bordo del treno sia con vari sacchetti che ne dimostrano comunque l’apprezzamento dei passeggeri, sia con un pannello pubblicitario su una parete interna. Inoltre, NOKIA permette di lanciare un fondamentale sms di speranza all’umanità tramite uno dei suoi telefonini e TOSHIBA di mettere in comunicazione la Farmiga direttamente con il cervello di Stevens.

Interessanti anche la presenza del motore di ricerca BING, che sta tentando una difficile competizione con Google, e del fondamentale orologio VITORINOX al polso di Gyllenhaal.

Stefano Barbacini

Source Code

Regia: Duncan Jones
Data di uscita: 01/01/2011

Attenzione: l'accesso ai link è riservato agli abbonati Dy's World


© www.dysnews.eu