Per lo specialino Giorgio Molteni, autore che ha spaziato nel cinema di genere degli anni '90 passando dall'azione, al poliziesco, alla commedia e nel 2004 sperimenta il dramma di guerra con "Il servo ungherese"
1944 la guerra sta finendo. In un campo di concentramento il comandante e sua moglie litigano in continuazione.
Un giorno ordina di mandare di distruggere due quadri trafugati. Un prigioniero che era li per caso lo sconsiglia. Dopo una prima incazzatura e, dopo aver saputo quanto valevano i quadri, decide di tenere il prigioniero come servo per farsi dare altre dritte, cosa che gli sarà fatale in quanto la sua presenza comincerà a fargli capire, a poco a poco, cosa sta facendo.
Sorta di favola amara che forse arriva troppo tardi, comunque ben girata e vedibile.
Strano l'unico product placement (?) il mensile francese Mademoiselle