L’ingegnere e professore Bob Kearns di Detroit, insegnante all’università e padre di 5 figli, ha un’idea semplice ma potenzialmente assai redditizia. Inventa infatti il tergicristallo ad intermittenza, quello che nelle nostre auto siamo abituati a vedere come una cosa normalissima. Ma prima che, negli anni sessanta, questo signore avesse questo “flash of genius”, i tergicristalli avevano una sola velocità e non rispondevano quindi ai bisogni delle diverse intensità della pioggia. Vendere questo motorino anche solo alla metà delle auto in circolazione a 50 dollari l’uno rischiava di essere un grande affare…
L’inizio di una nuova vita? L’american dream che si avvera?
Contattata la Ford che pare interessata, sembra sia tutto perfetto, se non che Kearns ha una testa piuttosto dura e vuole essere lui a fabbricare l’aggeggio. Consegnato il prototipo all’azienda per sottoporlo all’approvazione, la grande ditta americana si tira indietro… pare non essere più interessata al progetto. In soldoni… gli soffiano l’invenzione sotto il naso! Cacciato malamente alla presentazione della nuovissima Ford Mustang con… tergicristallo intermittente, Kearns non ci sta e si rivolge con il sodale ma più prudente Previck (che ha fatto da tramite con la Ford ed è compartecipe del progetto) agli avvocati per rivendicare la “sua” invenzione.
C’è un problema, a Detroit, mettersi contro la Ford non è probabilmente la mossa più saggia per avere un futuro e Previck si tira indietro subito…
“Qual è la chiave del successo? Il cervello? Il talento? Ci sono tanti uomini di talento che non hanno fatto successo. Ma cos’è il successo?” La moglie gli fa notare che la loro famiglia per un uomo dovrebbe già essere un successo. E con la sua rabbia di inventore frustrato nei suoi sogni e in pratica derubato, Bob perde di vista proprio questo, l’importanza della famiglia. Stressa la moglie, trascura i figli. Ormai paranoico e ossessionato finisce in un centro di recupero.
Però la sua insistenza nel voler riconosciuta la propria invenzione lo porta ad andare fino in fondo rifiutando tutte le offerte di conciliazione e a presentarsi in tribunale difendendosi da solo. Otterrà un risarcimento milionario ma perderà la moglie definitivamente…
Le considerazioni importanti affrontate da Flash of genius (la giustizia in America è solo una questione di soldi? Cos’è più importante, arrivare con ostinazione a far riconoscere i propri meriti o mettere da parte l’onore personale per salvaguardare la propria vita privata e affettiva?) che si intrecciano con un analisi psicologica e morale del personaggio Kearns, interpretato ottimamente da Greg Kinnear (la sua visione “etica” della vita e delle decisioni che bisogna prendere in suo nome viene subito messa in chiaro in una sua lezione ad inizio film dove insegna che vi è un ingegnere geniale sia dietro all’invenzione della valvola cardica che dietro a quella della camera a gas per i campi di concentramento nazisti…), rendono il film un ottimo esempio di scrittura filmica e un ulteriore capitolo sul grande romanzo americano.
Marc Abraham, di mestiere produttore esecutivo e qui esordiente come regista, licenzia questa opera del 2008 con molti punti in comune con il Tucker di Coppola ma non ha il “tocco” del maestro e scivola un po’ nel retorico nel finale quando il film diventa un processual. Lo rivedremo dietro la macchina da presa solo nel 2015 con un biopic su Hank Williams.
Interessante affrontare l’argomento product placement in un film come questo dove la FORD è citata in quasi tutte le sequenze ma come parte “malvagia”. Cosa vale questo per la brand americana? Pubblicità o denigrazione? (La società all’uscita del film non ha rilasciato grandi commenti licenziando la faccenda come cose già passate e regolate dalla giustizia e comunque Flash of Genius è prodotto di intrattenimento con tutto ciò che comporta).
Nel film viene anche citata MOTOROLA come società di elettronica leader del settore, vengono mostrati i cornflakes LIFE, la compagnia di pullman GREYHOUND e la PEPSI ben in vista su un distributore.
Vi è poi una simpatica battuta sul fatto che Dio, non facendo piovere e quindi non agevolando la presentazione del progetto per la Ford, probabilmente lavora per la GENERAL MOTORS.