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CINEMA
29 Dicembre 2016 - 16:00

ALLA RICERCA DELLA MADRE CON GOOGLE MAPS

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Lion (Garth Davis, Australia, 2016)
ALLA RICERCA DELLA MADRE CON GOOGLE MAPS

Un altro racconto preso da una storia vera? Ormai nel cinema mainstream se non si fa riferimento ad un fatto realmente accaduto sembra che il racconto sia di senza interesse (come se comunque quelle storie vere o non vere sono fossero in qualche modo già state raccontate senza bisogno di un riscontro “reale”). Nel caso di Lion poi la vicenda non è che sprizzi di originalità, un ragazzino indiano finisce per errore a Calcutta dove si perde e non è più in grado di rintracciare la propria famiglia restata nel lontano Bengala. Rischia di finire in mano a bande di malviventi o a pedofili ma poi riesce, per sua fortuna, a finire in mano ai gestori di un orfanotrofio e in un secondo tempo ad essere adottato da una facoltosa coppia australiana (abita in Tasmania). Qui vi cresce, diventa un privilegiato, studente brillante con una madre affettuosa e una fidanzata che lo ama (diciamolo pure, poteva finire peggio che non nelle mani di Nicole Kidman come madre adottiva e Rooney Mara come compagna…) ma con un vuoto nel cuore. Quando addenta uno jalebi (un dolce fritto tipico indiano, suo sogno di bambino dato che troppo povero non se lo poteva permettere) gli fa l’effetto “madeleine” proustiana e ricorda come venticinque anni prima sua madre e suo fratello avranno vissuto la sua sparizione come un dramma dolorosissimo. Quindi lascia perdere tutto e ossessivamente cerca di ritrovare la sua terra e sua madre.

Drammone strappalacrime con tanto di foto dei veri protagonisti nel finale, paesaggi da National Geographic (sia la semidesertica zona indiana che la lussuriosa vegetazione della splendida Tasmania), musiche adeguate… Solito filmone "hollywoodiano" per il grande pubblico? Sicuramente… ma attenzione, Lion è anche un film girato benissimo e che ha molte frecce nel suo arco (purtroppo alcune mal scagliate).

Intanto tutta la prima parte in cui il piccolo Saroo si ritrova a vagare prima con il fratello sui treni merci in corsa per rubare un poco di carbone da barattare con bustine di latte (in una sequenza molto Mark Twain e romanzo per ragazzi americano) poi solo e perso per le sordide e pericolose vie di Calcutta, è meravigliosa. Sia per come il regista (esordiente con molta pubblicità alle spalle) ci restituisce la piccolezza della vita umana e la sua fragilità mostrandoci il bambino (bravissimo per intensità e naturalezza) come cosina minuscola che si perde in un vagone che diventa una specie di prigione, poi in mezzo alla folla, poi nelle enormi strade in una notturna e sporca città. Piccolo insetto in mezzo a quindici milioni di persone che da un momento all’altro potrebbero schiacciarlo.

Poi inizia la seconda parte in cui seguiamo l’adozione del bambino e, in seguito, di un fratello, sempre indiano e sempre adottato dai coniugi Brierley ma con seri problemi caratteriali che poi, crescendo, diventeranno problemi di droga. Una volta adulto sembra che Davis voglia dare sostanza al racconto inserendo il contrasto interessante tra l’ossessione del ragazzo per il ritrovamento della famiglia originaria (e il senso di colpa per l’enorme dolore loro procurato) e i rapporti con le persone del suo attuale nucleo famigliare. Per riparare il dolore del passato Saroo rischia di perdere di vista il dolore che causa nel mondo attuale e cioè il mancato sostegno al fratellastro e l’allontanamento dagli affetti della madre e della fidanzata. Purtroppo questa parte resta solo un abbozzo mai concluso per due motivi, uno per la durata, il film sarebbe dovuto diventare di tre ore, l’altro perché, per motivi facili da comprendere, rischiano di sviare il nostro dalla vicenda principale, il ritrovamento della madre del protagonista e il colpo al cuore finale da dare allo spettatore che deve estrarre il fazzoletto senza troppo farsi distrarre.

Il product placement è limitatissimo anche se vi è un’insistita attenzione all’aranciata GOLD SPOT (in qualche modo l’arlternativa indiana alla Coca Cola) offerta al bimbo da una ruffiana come se fosse un privilegio assoluto e, soprattutto, a GOOGLE MAPS che è a dir poco fondamentale nella ricerca della madre. Infine poche inquadrature per il computer HP.

Stefano Barbacini

Lion - La strada verso casa

Regia: Davis Garth
Data di uscita: 22/12/2016
Brand:
Google

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