Si parte con c'è posta per te (grande placement per il programma della De Filippi) dove Maria ha invitato Il protagonista del film perchè ha ricevuto la famosa lettera. Dall'altra parte della busta Luna (Ariadna Romero) la povera bambina brasiliana adottata a distanza dalla madre all'insaputa del protagonista ed ora modella strafiga ben pagata che gira il mondo per servizi servizi fotografici in posti da sogno e, che passando casualemente nel nostro paese, ha deciso di usufruire del nostro più importante servizio postale.
Così dopo solo un quarto d'ora si arriva al centro della poetica cinematografica pieraccioiana e, contemporaneamente, all'incazzatura dello spettatore: ma come, dopo le laureate, le attrici, le turiste, le danzatrici, le mamme delle alunne, e persino i fantasmi, nemmeno la poveraccia adottata a distanza riesce ad essere non dico un cesso, ma almeno normale?
Pieraccioni invece è sempre Pieraccioni: finto sfigatello, du problemi, du faccette, du frasi sensa senso, una cena al ristorante (immancabile), du amici sballati, du cameo famosi, mettici anche un paio di incontri/situazioni strampalate ed è fatto il film che di solito si salva con una percentuale di uno su tre. Ecco, Finalmente la felicità, è uno degli altri due. 90 minuti di nulla.
Così come con il precedente Io & Marilyn anche il product placement manca, se non si conta l'insulso spottone Honda su come si usa una macchina ibrida. Si salverebbe il Forte Village, usato presumibilmente solo per fare una bella vacanza, che, a parte due battute, non ne esce valorizzato.