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CINEMA
29 Agosto 2021 - 18:39

CITTA O DEMONE

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Crudelia (Craig Gillespie, USA, 2021)
CITTA O DEMONE

Nel filone delle cattive della Walt Disney, dopo Malificent, arriva la cattivissima per eccellenza: Crudella Demon.

La storia raccontata dalla protagonista comincia dalla nascita, che però viene lasciata in sospeso fino a metà del film quando si scopriranno delle cose che non anticipiamo, e dall'infanzia quando si scopre che la piccola Estella ha un carattere bipolare che la porta a mettersi costantemente nei guai e a farsi cacciare da scuola.

La madre decide così di portarla a Londra ma per farlo deve prima fermarsi a casa di una persona molto potente per chiedere un grosso favore ma la cosa va male e lei muore cadendo dalla scogliera.

Pensando di essere stata lei la causa fugge a Londra dove fa conoscenza con due ladruncoli e un cane con i quali passa i successivi anni diventando un' esperta di furti e di travestimenti.

Nel frattempo coltiva la sua passione per la moda grazie alla quale riesce a farsi notare dalla terribile Baronessa (Emma Thompson), una stilista al cui confronto la Miranda Priestly de il diavolo veste Prada sembra una santa, e ad entrare nelle sue grazie.

Ma a questo punto Estella scopre qualcosa che di grave che la costringe a trasformarsi in Cruella e ad intraprendere una battaglia all'ultimo sangue contro la baronessa in compagnia dei suo amici, di uno stilsta gay e di una vecchia compagna di scuola diventata giornalista.

Decisamente ben girato, l'orrendo Crudelia (secondo Daria Agazzi su Film TV), è un bel film pop divertente, con buone trovate, una colonna sonora stilosa e un'ottima interpretazione da parte sia degli attori che dei cani.

Certo (e questo un po' spoiler è) fa strano amare questa Cruella sapendo che diventerà uno dei personaggi più cattivi (se non il più cattivo) di tutto l'universo dei cartoni animati.

Poco product placement fatto di titoli di giornali, di brand di moda citati e di auto fra le quali non si può non citare la Deville di Crudelia della quale più volte viene sottolineata la diversità fra il significato francese e quell inglese   

Gerardo Corti

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