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CINEMA
29 Agosto 2019 - 21:20

IL CINEMA GOTICO DI AVATI RISPOLVERA LA MOTO GUZZI

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Il Signor Diavolo (Pupi Avati, Italia, 2019)
IL CINEMA GOTICO DI AVATI RISPOLVERA LA MOTO GUZZI

1952 la DC di De Gasperi alla guida del Paese, la chiesa potere occulto. Il Ministero incarica il dott. Momenté, sorta di indagatore cattolico dell'incubo mai finora mandato in missione perchè considerato uno "sfigato", di indagare su un caso sconvolgente: nei dintorni di Venezia un ragazzino ha ucciso con la fionda un coetaneo affermando che lo ha fatto perchè era il Diavolo. La superstizione rischia di minare la credibilità del mondo cattolico e certe dichiarazioni di far male alla DC che ha in Veneto la sua roccaforte ("C'è De Gasperi, non si può perdere il Veneto!"). E allora seppur di malavoglia non essendoci altri disponibili il nostro Momenté viene inviato in zona su un treno sovraffollato. Qui, seduto nel corridoio, si legge il faldone che racchiude la storia raccontata al commissariato dal piccolo omicida. Si narra (per il pubblico in flashback) di un essere deforme mal visto da tutti, accusato di aver sbranato la sorellina ancora nella culla e che pare sia nato da un rapporto contronatura tra la madre e un verro. Con la sua dentatura da belva oltre ad azzannare anche il miglior amico del ragazzino (che poi morirà si dice a causa proprio della maledizione del mostruoso essere) pare abbia pure doti sovrannaturali che gli permettono di interferire con il mondo dei morti grazie a atti sacrileghi come dar da mangiare un ostia consacrata ad un maiale.

Verità o superstizione? Momenté arriva a Venezia e poi al paesino ed indaga intervistando suore incanaglite, preti omertosi, sacrestani ambigui, la madre fascinosa della vittima che smentisce tutto e lamenta trattamenti razzisti sul figliolo, un commissario dubbioso su cosa credere. Nel frattempo la personalità del protagonista Momenté, già minata da un passato di soprusi subiti dal padre e da un amore per un'infermiera non corrisposto nonchè dalla considerazione nulla da parte dei superiori, si azzera e scoprire l'arcano del misterioso evento diventerà unica possibilità di rivalsa che lo spingerà ad andare fino in fondo.

Avati partendo dal proprio libro dallo stesso titolo torna con questo suo Il signor Diavolo all'horror gotico rurale facendo del recupero delle atmosfere dei film italiani anni '70 il proprio tocco d'autore. Si circonda di vecchi amici e marpioni del cinema italiano (Gianni Cavina, Alessandro Haber, Andrea Roncato, Lino Capolicchio, Massimo Bonetti e una fantastica Chiara Caselli) dando ai suoi personaggi le "facce giuste" grazie ai loro visi ormai segnati inesorabilmente dal tempo che passa. Avati torna al suo cinema preferito, cinema d'atmosfera e di piccoli uomini incalzati da orrori enormi raccontati con pacatezza, lentezza e senza strappi di montaggio. Un cinema agée che piacerà a chi non si aspetta un horror pauroso ed acrobazie autoriali e non piacerà invece a chi si aspetta tremiti, sangue e montaggi azzardati. Spesso il valore di un film è confuso da chi lo guarda con quello che lui si aspettava dal film stesso.

Fiat in uno dei suoi modelli storici e la mitica moto Guzzi sono il product placement del film d'epoca.

STEFANO BARBACINI

Il signor diavolo

Regia: Pupi Avati
Produzione: Duea Film
Data di uscita: 28/08/2019
Brand:
Fiat

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