Massacrato dalla critica, apprezzato dal pubblico, Red Sparrow rinnova la tradizione del cinema di spionaggio (e viste le ultime vicende sembra un istant-movie) in cui doppiogiochisti dell’intelligence russa e della C.I.A. si fronteggiano in tattiche spesso mortali.
Dominika Egorova è una ballerina con un futuro davanti che subisce un infortunio terribile ed è costretta a lasciare la ragione della sua vita. Ha una madre malata che deve mantenere e questo è risaputo dallo zio, alto funzionario statale russo, uomo senza scrupoli che convince l’eroina a diventare una spia non prima di essere passata dalla terribile scuola delle “sparrow” donne avviate all’arte amatoria e destinate a diventare delle spie-prostitute.
Contraltare americano è Nate Nash, spia americana a rischio bruciatura perché con qualche scrupolo di troppo decide di salvare il suo contatto russo mettendo in pericolo la propria vita stessa.
I due saranno destinati a fronteggiarsi a Londra in questa guerra fredda dei giorni nostri con i classici switch dall’obbiettivo chiaro, quello di sorprendere e divertire lo spettatore. Francis Lawrence dirige non disdegnando l’exploitation pura (il sesso nelle sequenze girati all’interno della scuola per prostitute, la tortura gore per far parlare i “doppiogiochisti”) ma costruendo uno spettacolo alla fine appagante per gli amanti del genere nonostante la grossolanità di alcuni passaggi, con una Jennifer Lawrence protagonista che si dà al film con anima e corpo…
SONY e PANASONIC si occupano della tecnologia presente nel film, BMW dei mezzi di trasporto, CHIVAS e COSTA CAFE’ allietano il tempo libero.