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CINEMA
29 Marzo 2016 - 06:31

PASSIONI E ARRIVISMO PER UNO SPOT PANASONIC

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Passion - Brian De Palma (USA,2012)
PASSIONI E ARRIVISMO PER UNO SPOT PANASONIC

Tutto per un bacio...no anzi per la carriera e per l'onore.

Le motivazioni per cui splendide donne in carriera si umiliano, tradiscono, rubano progetti, senza pietà, sono il potere, la ricchezza ma anche, più modestamente, un bacio d'amore rubato.

Il dualismo tra la bionda Christine Stanford (Rachel McAdams) e la mora Isabelle James (Noomi Rapace) per primeggiare nella Berlino dove operano (agenzia pubblicitaria) e per conquistarsi New York dove ha sede l'agenzia madre, è spietato e porterà ad un crimine in cui sarà coinvolta anche Dani, la segretaria di Isabelle (Karoline Herfurth). L'attrazione e l'attrito tra le tre donne è giocato sempre sul filo della passione-repulsione. Continuano a baciarsi e farsi del male a fasi alterne per dimostrare a se stesse di essere le migliori, per eliminare il proprio doppio che cerca di prevaricarle. Christine e Isabelle, la faccie della  stessa medaglia, ognuna vede in se le proprie capacità e i propri difetti. Si amano e si odiano come amano e odiano se stesse.

Lesbismo, il doppio, la passione, la bellezza femminile, le scarpe tacco 12, le gemelle, le maschere, l'omicidio.

Le ossessioni del De Palma versione thriller hitchcockiano ci sono tutte in questo Passion, film presentato a Venezia e poi dimenticato dalla distribuzione italiana. E' un remake di "Crime d'amour", l'ultimo film di Alain Corneau ma in tipico patchwork De Palma, in cui il noir francese (da Couzot a Chabrol) incontra Hitchcock ma anche il "giallo" italiano degli anni '70. Poi ci sono gli split screen, le atmosfere patinate, le gambe di donne algide e bellissime, riprese sghembe, tutto il repertorio del regista riaggiornato agli anni 2000 per impattare lo spettatore. La pura exploitation di basso livello va di pari passo con il piacere del basso istinto ripulito da abiti eleganti, dalla bellezza femminile e dall'invenzione registica. Con la consapevolezza che comunque la si pensi di film così, scentrati ma pieni di glamour e puro amore per un cinema che forse non c'è più, se ne fanno sempre meno ed è un peccato.

Un film che inizia con un jingle pubblicitario di uno smartphone della PANASONIC e praticamente finisce su un primissimo piano della mela, logo impresso sul MAC della APPLE, ci fa capire come il product placement abbia una parte fondamentale nel finanziamento del film di De Palma. Abbiamo poi la COCA COLA, YOUTUBE e tanto altro. Spot particolare per il ristorante MARGAUX di Berlino (un ristorante pieno di stelle...)

 

 

Stefano Barbacini

Passion

Regia: Brian De Palma
Data di uscita: 13/02/2013
Brand:
Panasonic

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