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CINEMA
29 Gennaio 2019 - 22:11

DIARIO VISIVO

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Hiroshima mon amour (Alain Resnais, Francia, 1959)
DIARIO VISIVO

Il film nasce da un’idea di Resnais e Marker per un film documentario su Hiroshima quattordici anni dopo la bomba atomica. La realizzazione è difficile da iniziare e per Marker si tratta di un’operazione impossibile. Allora il film passa per le parole scritte da Marguerite Duras che attorno ai disastri della guerra e a ciò che resta nelle persone che l’hanno vissuta costruisce una complessa e moderna storia d’amore (attenzione, moderna anche per oggi).

L’incontro tra un’attrice francese (ad Hiroshima per interpretare una crocerossina in un film “pacifista”) e un giapponese (totalmente giapponese come dice lui) di Hiroshima che ha evitato il disastro del 1945 perché impegnato al fronte, si trasforma in un amore cosciente di essere breve ed occasionale permeato dagli orrori delle rispettive vite passate. Lui porta naturalmente in sé il dolore degli avvenimenti della sua città, lei quello della perdita del suo primo amore, un soldato tedesco ucciso per cui dovrà subire le umiliazioni riservate alle pseudo collaboratrici dell’immediato dopoguerra, il taglio dei capelli a zero, fino a rischiare la follia rinchiusa con il cuore sanguinante in una cantina di Nevers città dove è nata.

Entrambi sposati ma incapaci di evitare la loro attrazione carnale avranno difficoltà a fermare questa loro passione seppure si dicono entrambi felici dei loro coniugi. Le meravigliose immagini di una livida e notturna Hiroshima si amalgamano perfettamente con quelle documentarie degli orrori della bomba e con le parole della Duras mai banali e mai accomodanti. Finirà il loro amore? Quanto il bisogno di stare assieme prevarrà soprattutto ora che hanno condiviso i loro dolori e le loro angosce? I due sono il prodotto del loro passato e come si dicono alla fine lui E’ Hiroshima lei E’ Nevers, e il presente? E il futuro?

Françoise Audé nel suo libro-saggio sull’emancipazione della donna nel cinema si sofferma sulla figura della protagonista interpretata da un’asciutta e dolente Emanelle Riva: “Nel 1959-60 Hiroshima mon amour          era un film adulto, per un pubblico adulto. La sua eroina, direttamente uscita dall’universo intellettuale dell’esistenzialismo, faceva del suo vissuto emozionale una vera presenza nel mondo. Era un essere di carne, di affettività e di soggettività. E questo bagaglio non la facilita nel suo percorso liberatorio (…) E’ uno dei più bei personaggi del cinema francese, una donna.” (Ciné-modèles Cinéma d’elles, Françoise Audé, L’age d’homme, 1981).

A sostegno di queste parole i pensieri della protagonista esplicitati dalla poetica della Duras: “Ho fame d’infedeltà, d’adulterio, di menzogne e di morte… da sempre”.

Un capolavoro da rivedere per scoprirne la modernità.

Sigarette e birra (Sapporo) sono il principale product placement del film che poi dà spazio a molto location placement con Hotel New Hiroshima (dove copulano), Tea Room e locali vari (Casablanca, Cinema Ritz e altri con ideogrammi incomprensibili a noi).

STEFANO BARBACINI

Hiroshima mon amour

Regia: Alain Resnais
Data di uscita: 22/10/1959
Brand:
Sapporo

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