Un film su un serial killer in cui però la lente di ingrandimento non è su questo ma sulla sorella che con lui convive e con lui alla fine condividerà la maledizione del DNA appartenente come discendenza al padre, il macellaio di Mons (che, dalle note su Megalomaniac, il film in questione, sul catalogo del Tohorror Fantastic Film Festival, apprendiamo realmente esistito…).
La protagonista è la sottomessa donna delle pulizie, Martha, appunto sorella di Felix, serial killer ancora non sotto i riflettori. Bruttina e sciupata pare non voler condividere le tendenze del fratello ma violenze e umiliazioni continuamente subite nella fabbrica in cui presta il suo lavoro rischiano di farle cambiare idea…
Riflessione non certo raffinata ma dura e “malata” sulla mostruosità (il mostro è sicuramente il fratello ma non lo sono anche gli “onesti” lavoratori della fabbrica che approfittano di lei? E non lo è altrettanto il proprietario vigliacco nel non prendere posizione a sua difesa?) nella nostra società “civile”, il film, pur non essendo “mostruosamente” originale a parte lo scostamento di punto di vista, è sporco, malsano ed esteticamente fuori dalla norma quanto basta per farne un oggetto di interesse. Scrostati e decadenti per questo sono anche i luoghi delle riprese, sia la fabbrica che la casa dei due protagonisti, tanto da dare un look arty e underground al tutto.
In un film così “ruvido” e operaio non sorprende che tra il product placement vi sia la brand di una ruspa (Buermans). Per il resto solo un cellulare Samsung e una Golf Volkswagen.