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CINEMA
28 Dicembre 2013 - 23:37

DY'S VINTAGE

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IO LA CONOSCEVO BENE - Antonio Pietrangeli (1965
DY'S VINTAGE

"Per lei ieri e domani non esistono (...) vive minuto per minuto. Prendere il sole, sentire i dischi e ballare sono le sue uniche attività. Per il resto è volubile, incostante. Ha sempre bisogno di incontri nuovi e brevi, non importa con chi, con se stessa mai".

Queste parole recitate da uno degli innumerevoli amanti di Adriana riassumono in toto il personaggio interpretato con fresca e maliziosa ingenuità da una giovane, radiosa e bellissima Stefania Sandrelli nel capolavoro di Antonio Pietrangeli.

Sulla schiena nuda ed abbronzata della protagonista distesa sulla spiaggia inizia la pellicola con la macchina da presa che segue la nostra nello svelto rientro con gli zoccoli che battono sul selciato. Piano piano scopriremo tra il passare da un uomo all'altro, l'allegria leggera delle sue risa, l'ingenuità causata più dalla sua troppa voglia di vivere che non da un'ignoranza di base, che siamo di fronte alla tipica storia di una ragazza fuggita dal paese con le illusioni create dalla vittoria di uno dei tanti concorsi di bellezza (Miss Castellamare) per andare a Roma, là dove si può entrare nel mondo del cinema.

Ma solo piccoli lavori (parrucchiera, maschera in un cinema, inserviente in un bowling, babysitter, modella durante il break di un incontro di pugilato di basso livello), incontri con truffatori ed amanti che da lei vogliono solo sesso, appartamenti in un caseggiato popolare è quello che la nostra riesce a trovare nell'ingannatrice capitale.

Anche quando riesce a sfiorare l'ambiente dove vorrebbe diventare qualcuna, Adriana riuscirà ad incontrare solo agenti imbroglioni (un Manfredi superlativo burino romanesco: se non sfondi con queste foto me faccio taglià tutt'e due le...orecchie...), attori tromboni e figlidi... (Enrico Maria Salerno), pugili falliti, tristi e mazziati (Mario Adorf), attori decaduti e patetici (cameo di Tognazzi che vale il biglietto come si suol dire), venditori di fumo (il solito immancabile Franco Fabrizi quando si deve dar corpo a personaggi viscidi e senza scrupoli)... Così Pietrangeli ci consegna un quadro del mondo dello spettacolo di terribile impietosità.

Ma l'ostentata allegria e iperattività di Adriana le serve probabilmente per non fermarsi a pensare alla propria condizione, a non lasciarsi travolgere dalla demoralizzazione. Quando lo farà nel finale, dopo aver girovagato con la sua FIAT 500 per le vuote strade della notte romana e dopo non aver saputo o voluto accettare l'amore che potrebbe dargli un giovane meccanico (Franco Nero), togliendosi la parrucca e mostrandoci un viso di profonda e infinita disperazione, non resterà che la resa, l'ultimo fatale volo.

Il film di Pietrangeli contiene più di 20 marche, praticamente un top del product placement italiano degli anni '60. Ci limiteremo a segnalare le più importanti (per piazzamento non per valore della brand) cominciando con MOTTA che sponsorizza l'incontro di puglilato dove Adorf viene massacrato di pugni e dove Adriana sfila da mannequin con alle spalle sempre l'enorme striscione "Motta, il panettone più venduto al mondo". Buono anche il placement per le poltrone FABBRI, uno dei ragazzi che frequenta la Sandrelli ha infatti una auto di quelle addobbate a reclame con sul tettuccio una poltrona appunto della ditta Fabbri su cui la ragazza si siede felice a prendere il vento. Poi abbiamo il MARTINI che esce un po' da tutte le parti, in bar, spot pubblicitari, posaceneri, ordinazioni (Martini dry). Ottima presenza anche per MARLBORO, la sigaretta preferita da Adriana di cui acquista stecche intere.

 

Stefano Barbacini

Io la conoscevo bene

Regia: Antonio Pietrangeli
Data di uscita: 01/12/1965
Cast:
Ugo Tognazzi
Brand:
Fiat

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