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CINEMA
28 Dicembre 2010 - 09:45

TRON (1982)

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Quelli che aspettano...Tron Legacy!
TRON (1982)

TRON – Steven Lisberger (1982)

Fa quasi tenerezza rivedere il Tron originale del 1982 oggi!

La Disney lo produsse e lo lanciò come il primo film realizzato sfruttando le nuove possibilità date dai computer e doveva rappresentare un fondamentale passo in avanti nella tecnologia cinematografica. Anche la critica dell’epoca lo descrisse come il film che apriva nuove porte verso il futuro del cinema.

In realtà a vederlo oggi l’impressione è più o meno quella che si doveva avere ad inizio anni ’80 vedendo i serial “futuristici” della Republic tipo “Undersea Kingdom” o “Flash Gordon”…

Se confrontiamo cosa effettivamente siano diventati gli effetti digitali oggi, anche nel più povero dei videogame, a quello che il pur volenteroso e capace Lisberger fece allora capiamo quanto il film sia clamorosamente datato.

D’altronde i mezzi tecnici e la potenza dei computer di allora (ATARI e APPLE)  producevano ancora l’archeologia del videogame tipo il glorioso PAC MAN, quindi il risultato ottenuto non poteva che essere quello geometrico di linee colorate ed ambientazioni conseguenti, formate da insiemi di triangoli, rettangoli e quant’altro.

Inserire in tutto ciò gli attori con costumi di gommapiuma e lucine colorate e, nella “realtà virtuale” così immaginata, presentarli con i volti in bianco e nero, dava al tutto un aspetto molto simile a quello delle prime sperimentazioni cinematografiche degli anni ’20. Come se per dare inizio ad una svolta tecnologica bisognasse ritornare addirittura agli inizi del cinema stesso, agli anni del cinema muto!

Solo una sequenza digitale resta ancora oggi interessante e non impietosamente ridimensionata dall’inesorabile passare del tempo, quella della corsa delle moto futuristiche realizzata dalla fantasia di Syd Mead, geniaccio che avrà un ruolo importante anche nella creazione del look futuristico del coevo Blade Runner. Per il resto il fascino della pellicola lo si deve cercare nel design che determina l’estetica del film più che nelle creazioni del computer; lo stile è stato determinato dal disegnatore Jean Giraud, meglio conosciuto come Moebius, che ha portato nell’opera le sue creazioni già sperimentate negli anni ’70 sulle pagine del mitico “Metal Hurlant”.

La storia, essendo dopotutto una produzione Disney, non si discosta dall’eterna lotta tra bene e male, tirannide e libertà, opportunismo e merito, con tanti buoni propositi e molta azione.

L’ex miglior programmatore ENCOM (è la multinazionale di videogiochi inventata per l’occasione e che oggi, per il lancio del sequel “Tron, Legacy”, è oggetto di marketing con sito internet a lei dedicato come se esistesse veramente) Kevin Flynn (interpretato da un giovanissimo Jeff Bridges che calza scarpe NIKE quando è “in borghese”) dopo aver creato dei geniali videogiochi, è derubato della fama e del lavoro dal collega Ed Dillinger, opportunista di scarse qualità diventato direttore generale dell’azienda senza merito attribuendosi la paternità delle creazioni di Flynn (l’interprete di Dillinger è David Warner, attore inglese dalla faccia giusta come cattivo e presente in moltissime serie televisive di fantascienza tra cui Star Trek, Batman, Dr. Who…).

Sotto la sua direzione il software Master Control Program (MCP) diventa macchina intelligente e prende il potere all’interno della rete informatica ENCOM dettando legge. I programmatori Alan e Lora, che fanno coppia, si ribellano allo stato delle cose ed aiutano Flynn, in cerca di riconoscimento del suo lavoro, a rientrare alla ENCOM e a lavorare sui computer per contrastare il potere del MCP. Quest’ultimo però se ne accorge (ve l’avevo detto che era intelligente…addirittura cita il TIMES!) e disintegra la struttura molecolare di Flynn catapultandolo all’interno della rete. Jeff Bridges diventa così un elemento del computer come un qualsiasi altro software e dovrà lottare contro le difese del MCP per la salvezza propria e della ENCOM. All’interno della realtà virtuale incontrerà anche i programmi creati da Alan e Lora, che si chiamano Tron e Lori, e che hanno (dimostrando tutta l’ingenuità e la semplificazione tipica dei prodotti per ragazzini a cui decisamente il film si rivolge) le fattezze degli attori che li interpretano, Bruce Boxleitner e Cindy Morgan, e pure sentimenti “umani”… I tre naturalmente riusciranno dopo mille peripezie ad avere la meglio sull’ “aristocrazia guerriera del MCP” comandata dal cattivissimo Sark (sempre il buon David Warner).

Colonna musicale “futuristica” lasciata alle intuizioni del pioniere dell’elettronica Wendy Carlos (che utilizza il Moog) con l’innesto di un paio di canzoni dei Journey, commerciale rock-pop band fresca del megahit “Don’t stop believin’”, e della collaborazione con Atari per le canzoni di un paio di videogiochi di successo.

Nei ringraziamenti finali, oltre a ATARI e APPLE, troviamo, tra gli altri, LEXICON, PACIFIC TELEPHONE, GOODYEAR RUBBER e CROWN INTERNATIONAL.

Stefano Barbacini

Tron

Regia: Steven Lisberger
Distribuzione: Walt Disney Pictures
Data di uscita: 01/01/1982
Cast:
Jeff Bridges

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