C’è la voglia in Italia di riproporre un cinema di genere. C’è la voglia ma, purtroppo, non ci sono i soldi.
Allora dobbiamo sempre sperare che qualcuno (ad esempio Virgilio Olivari) faccia i miracoli e si accolli (ad esempio con il socio Mario Calamita) la fatica ed il rischio di mettere insieme gli euro necessari per ingaggiare un (bravo) regista che costi poco (ad esempio Edo Tagliavini, già skate boarder e viaggiatore quindi predisposto all’avventura…), una brava attrice non ancora nota (ad esempio la bravissima Francesca Faiella) ed una troupe capace ma non pretenziosa per poter portare a compimento un idea (trasformata poi in soggetto horror) concretizzandola in film.
E il buon Virgilio ci è riuscito prestandosi come coprotagonista oltre che come produttore e radunando intorno a se dei bravi attori (tra cui anche l’icona del porno transalpino Francesco Malcom) e riuscendo anche ad avvalersi degli effetti speciali di mastro Stivaletti.
Ci troviamo in pieno thriller anni ’70 con un manipolo di personaggi radunati in una villa per girare un film porno. Tra di loro due gionalisti d'assalto “trombati” per aver bucato un servizio per la I JUMP WEB TV (?!) e inviati a riprendere il backstage del film porno. Essendo il luogo stato a suo tempo sede delle efferatezze del serial killer chiamato il chirurgo (per mano del quale la gemellina della giornalista da bimba ha perso la vita), va da sé che i nostri cominciano ad essere fatti fuori uno ad uno. Insomma tutto riporta al cinema di genere che fu, dal modo di recitare, alla caratterizzazione dei personaggi, alla musica (per cui si ricorre ad un altro grande di quei tempi, Claudio Simonetti). Poi però il film non vuol rimanere una pura riproposizione nostalgica e diventa tutt’altro.
Come dichiarano a fine proiezione, Tagliavini e Olivari hanno voluto mettere insieme in un solo film tutte le tipologie horror degli ultimi decenni, dal serial killer, al torture porn, dal film di fantasmi fino addirittura al film di zombie.
Insomma un patchwork a volte riuscito, a volte meno, ma comunque un piccolo cult che meriterebbe di attirare l’attenzione non solo dei fan ma anche quella di produttori maggiori per dare nuove possibilità ai bravi e volenterosi artefici di tutto ciò.
Poco o nulla dal versante brand, a parte una TOYOTA che per altro lascia a piedi Malcom e fidanzata (ma l’auto è stata sabotata) e una SMART. Su una maglietta indossata da uno degli attori appare inoltre visibilissima la brand d'abbigliamento americana CARHARTT che immagino non abbia investito in Bloodline...