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CINEMA
28 Settembre 2026 - 12:04

SPECIALE BAVA – I MILLE OCCHI 2026

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5 bambole per la luna d'agosto (Mario Bava, I, 1970)
SPECIALE BAVA – I MILLE OCCHI 2026

In una villa sperduta in mezzo al mare, un gruppo formato da uomini di affari e relative mogli si danno alla bella vita. Mentre gli industriali cercano di convincere un geniale inventore a vendere una formula chimica rivoluzionaria, le consorti passano il tempo fra spiaggia e festini. La situazione degenera quando gli ospiti iniziano ad essere uccisi uno dopo l’altro.

Basato sull’intramontabile capolavoro di Agatha Christie Dieci piccoli indiani, Mario Bava subentra all’ultimo momento alla regia di 5 bambole per la luna d’agosto. La pellicola può essere affrontata da più punti di vista. Considerando il mero aspetto drammaturgico, la sceneggiatura di Mario Di Nardo risulta fiacca, priva di mordente e a tratti molto sconclusionata. Dopo pochi minuti, la domanda principale che mantiene lo spettatore davanti allo schermo muta da “chi è l’assassino” a “come verrà ammazzato il prossimo”.
Ed è qui che interviene il genio baviano. Contrariato per la mancata partecipazione alla preproduzione e non soddisfatto della sceneggiatura, Bava decide di sabotare il film dall’interno. L’intero film è permeato da un’autoironia tipica di Bava, questa volta atta a denunciare il basso livello dell’intero progetto. Il film inizia con un falso omicidio (a cui ne seguiranno altri due), manifesto del tenore di tutta la pellicola. Lo scherzo che Fenech & co. organizzano al padrone di casa è il preludio a quello che sta intessendo Bava. Non per questo bisogna considerare 5 bambole come un film grossolano. Nonostante lo abbia definito come il suo peggior film, Bava impiega tutto il proprio talento per realizzare un’opera tanto singolare quanto interessante. Registicamente è fra i lavori più pop di Bava, che attraverso zoom, movimenti a schiaffo, inquadrature da angolazioni non ortodosse propone una visione estremamente dinamica. Anche la fotografia tiene il tono della regia attraverso colori accesi, in certi frangenti saturi e psichedelici. La colonna sonora, sempre in contraddizione con le immagini, sottolinea la natura paradossale del film. La corsa della Fenech dopo aver scoperto il corpo del proprio amante in totale contrasto con la musica, il finale voluto dallo stesso Bava per ribellarsi alla sceneggiatura e, soprattutto, le grottesche scene in cui i corpi vengono ammassati nella cella frigorifero sono solamente alcuni esempi. Questa contraddizione fra presunta serietà della scrittura e una messa in scena dileggiatrice, conferiscono a 5 bambole un animo barocco. Bava usa tutto il proprio arsenale da regista, e lo fa per il puro gusto di farlo. Non è un caso che il film sia stato accostato allo spirito del camp. Tuttavia, Bava non rinuncia ad uno sguardo critico. L’isola ci viene mostrata come un grande terrario, in cui superficialità, bassezza e meschinità dell’essere umano non possono venire repressi. In particolar modo è il furto ad essere punito, come in tutti i film di Bava.
5 bambole per la luna d’agosto non è certamente un grande film né uno dei più memorabili fra la straordinaria produzione di Bava, ma restituisce tanto dello spirito del proprio regista e dimostra come un gigante del calibro di Bava possa superare senza problemi le barriere imposte da terzi.

Product Placement: J&B, Magneton Band, Schweppes

Francesco Sosta

Five Dolls for an August Moon

Regia: Mario Bava
Data di uscita: 02/07/1970
Brand:
Schweppes
JB

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