Primo film di Chabrol e per molti primo film nouvelle vague.
Dramma rurale e evangelico racconta le vicende di Jean-Claude Brialy (François) di ritorno al paese della giovinezza dopo esser vissuto in città gran parte della sua esistenza e dopo esser stato curato per tubercolosi. Al ritorno ritrova gli amici e soprattutto quel Serge (Gerard Blain) che negli anni dell’adolescenza era un giovane bello e di belle prospettive ed ora invece passa le giornate ad ubriacarsi e ad insultare la moglie incinta. Scoprirà che le cause del cambiamento si devono cercare nella prima gravidanza della moglie che ha messo al mondo un bambino morto. Sicuro che anche in questo secondo caso succederà lo stesso egli si ammazza d’alcool per non pensare. Al quadro bisogna aggiungere anche la sorella di Yvonne, la moglie di Serge, una maliziosa e puttanella Bernadette Lafont al suo meglio (che ha avuto rapporti con Serge anche dopo sposato), ed il padre di lei, anche lui alcolizzato e incestuosamente attratto dal personaggio di Bernadette (si scoprirà che non è la sua vera figlia).
In mezzo a questo densamente malsano milieu François si sente colpevole per essersene andato e aver lasciato che tutto finisse in questo modo. Allora farà di tutto (anche a rischio di auto martirizzarsi) per cercare di raddrizzare la situazione in qualche modo.
Tra i drammi rurali del “cinéma de papa” alla Pagnol e la nuova spigliatezza sia formale che recitativa del nuovo che stava per arrivare nel cinema francese, Chabrol comincia a prendere confidenza con i propri interessi che riguardano la morale, la colpa e le ristrettezze di vedute degli abitanti della provincia francese.
Le Café des sports di Sardent (Creuse) dove il film è ambientato è veicolo per il product placement principale del film ovvero gli aperitivi BYRRH e RICARD che appaiono in più inquadrature girate all’esterno e all’interno di questo bar del paese.