Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
28 Maggio 2012 - 23:08

BARBA E DINTORNI

 Print Mail
Godard e la pubblicità (7)
BARBA E DINTORNI

VIVRE SA VIE – Jean-Luc Godard (1962)

Lunghe, adoranti inquadrature sul viso di Anna Karina. Inizia così ‘Vivre sa vie’ il film che lancia definitivamente l’attrice ai suoi apici mentre Godard le rende omaggio affascinato, prima che il loro rapporto esploda definitivamente.

Il film è tutto incentrato sulla figura di Nana Kleinfrankenheim interpretata dalla Karina con fare al solito tra l’intenso e lo scanzonato. La protagonista è un’attricetta senza lavoro che cerca di pagare i conti lavorando come commessa presso il negozio di dischi PATHE’-MARCONI a Parigi. In difficoltà comunque e con problemi sentimentali, decide di intraprendere la strada della prostituzione.

Godard ha l’ispirazione per incentrare il film su di una prostituta da un’inchiesta di Marcel Sacotte proprio sul mondo del meretricio. Durante la pellicola i dati raccolti nell’inchiesta verranno riportati dalla voce del protettore Raoul in perfetto stile godardiano.

Quando la ragazza si innamora e pare intenzionata ad abbandonare il mestiere, Raoul decide di venderla a dei loschi figuri ed avrà con loro un litigio che porterà ad uno scontro a fuoco in cui perderà la vita proprio l’innocente Nana.

Finale noir a giustificare la dedica iniziale ai film di serie B amati dal regista ma in realtà la struttura del film è ben diversa da una pellicola di genere.

Diviso in capitoli e girato in bianco e nero con lunghi piani sequenza alternati ad intensi primissimi piani della Karina, i riferimenti di JLG sono stavolta i grandi autori europei da Rossellini a Bresson passando per Dreyer. Non a caso tutti e tre hanno girato nella loro carriera un importante film incentrato sulla figura di Giovanna d’Arco, guerriera e martire. Proprio durante la visione del famosissimo primo piano nel “Processo” di Dreyer del volto della pulzella che preannuncia la propria morte anche Nana (e noi) inconsciamente viene a conoscenza del proprio destino funesto.

Il film è molto bello e probabilmente il più compiuto di Godard fino a questo punto della carriera. La critica finalmente è in gran parte a favore dell’opera tranne alcune critiche dovute all’eccesso di attenzione sulla figura della Karina (in primis quello della firma del “Figaro” Louis Chauvet). Godard risponderà a modo suo alle critiche acquistando un’intera pagina de “La Cinematographie française”, rivista tra le più lette fra gli addetti ai lavori con questa scritta autografa: “Se non vi dispiace monsieur Chauvet, io amo mia moglie. Jean-Luc Godard”.

Non mancano le tipiche “trombonate” colte del regista come la lunga sequenza in cui Nana colloquia con il filosofo Brice Parain (che si presta al film) seduti in un ristorante ad affrontare pedanti argomentazioni filologiche e intellettuali scritte da JLG lui-meme.

Naturalmente non mancano durante il film citazioni letterarie (Le opere complete di Poe), cinefile e… automobilistiche (BMW, ALFA ROMEO, JAGUAR).

Vi troviamo quel tanto di product placement che basta soprattutto in una sequenza per le strade di Parigi (queste prime opere di Godard sono anche il piacere del regista nel riprendere squarci della vita parigina con piglio documentaristico) in cui vengono inquadrate con compiacimento le insegne luminose di KODAK-PHILIPS-DECCA.

Immancabili le inseparabili GITANES.

Stefano Barbacini

Vivre sa vie

Regia: Jean-Luc Godard
Data di uscita: 01/01/1962
Cast:
Anna Karina
Brand:
Citroen

Attenzione: l'accesso ai link è riservato agli abbonati Dy's World


© www.dysnews.eu