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CINEMA
28 Febbraio 2012 - 16:01

HUGO CABRET

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Meraviglie offerte da NESTLE'
HUGO CABRET

HUGO CABRET – Martin Scorsese (2011)

Perlomeno bizzarra l’assegnazione degli oscar quest’anno. Il paragone, questa volta fattibile più di altre (perché la lotta era tra due film di argomento e concezione simili), tra le opere in competizione per la statuetta di miglior film e cioè Hugo Cabret di Scorsese e The Artist di Hazanavicius, fa capire quanto sia insensato “qualitativamente” il giudizio dei soloni del premio americano.

Tra un capolavoro dell’arte visiva (probabilmente non un capolavoro tout court ma sicuramente per l’utilizzo del 3D mai così essenziale e ben sfruttato e per l’onesta e colta cinefilia scorsesiana) e un filmetto simpatico, cinefilo e ben realizzato finchè si vuole (ma sempre di operina gradevole e niente più stiamo parlando), mi riferisco naturalmente a The Artist, vince il secondo! Evidentemente più di una giuria cinefila il premio è stato assegnato da una giuria… cinofila (si è lasciata ammaliare dall’insopportabile cagnetto di Peppy Miller?). Incomprensibile.

La meravigliosa ricostruzione della stazione di Parigi dei primi del secolo Novecento di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (loro sì premi Oscar, e volevo vedere…) fa da ambientazione per narrare la storia dell’orfano Hugo Cabret assoldato da uno zio ubriacone per manutentare gli ingranaggi degli orologi della stazione. Il nostro Hugo infatti è un genietto della meccanica e questa sua abilità lo mette in contatto con Georges Melies (Ben Kingsley).

Siamo infatti nel periodo in cui il regista vero e proprio inventore del cinema come arte (i Lumiere si limitavano a riprendere, lui inventava trucchi e scelte registiche) era ormai caduto in disgrazia e, dimenticato da tutti, costretto a vendere souvenirs e giocattoli in uno stand dentro alla stazione di Montparnasse.

L’incontro del grande Georges con il ragazzo sarà il pretesto per Scorsese di iniziare un viaggio nel passato, dentro alle magnificenze del cinema di Melies risplendente come non mai nello spettacolo del 3D. Roba, per chi ama il cinema in toto, da lacrime agli occhi!

Per chi non ha queste frequentazioni elitarie da appassionato di vecchie cose cinematografiche, cioè, ahimé, il grande pubblico, le lacrime agli occhi se le può far venire seguendo le vicende del povero Hugo sempre a rischio di perdere tutto, anche la libertà perché costantemente perseguitato dal poliziotto della stazione (un inedito Sacha Baron Cohen), può emozionarsi per la storiella amorosa del ragazzo con Isabelle, divertirsi con le fughe tra le complicate strutture della stazione di Ferretti/Lo Schiavo, lasciarsi conquistare dalla potenza delle immagini. Insomma chiunque può divertirsi con l’ultima opera di Scorsese film per pochi e per tutti allo stesso tempo.

Anche chi si occupa di product placement ha di che rallegrarsi per quel magnifico poster vintage di una pubblicità della NESTLE’ e per quel portacenere MARTINI che trovano un loro spazio in un film comunque “in costume”.

Stefano Barbacini

Hugo Cabret

Regia: Martin Scorsese
Produzione: Paramount
Data di uscita: 01/01/2011
Cast:
Ben Kingsley

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