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CINEMA
28 Gennaio 2011 - 15:37

LA VERSIONE DI BARNEY

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Consolazioni a base di sigari MONTECRISTO e whisky MCCALLAN
LA VERSIONE DI BARNEY

LA VERSIONE DI BARNEY – Richard J. Lewis (2010)

 

Seduto, invecchiato, Barney. Il sigaro MONTECRISTO in bocca e la bottiglia di MCCALLAN sul tavolo. Gli unici compagni fedeli di una vita. Tutti gli altri se ne sono andati:il padre (uno sboccato ex-poliziotto ebreo in pensione interpretato dal grande vecchio Dustin Hoffman), gli amici del cuore Boogie (morto tragicamente e ci sono grossi sospetti che Barney stesso lo abbia ucciso in un pomeriggio di folle ubriacatura) e Leo (famoso pittore italiano conosciuto a Roma e interpretato dal nostro Thomas Trabacchi), e tutte e tre le mogli; la prima, Clara, che ha sposato perché sicuro di aver messo incinta e che invece gli dà un figlio “nero” prima di suicidarsi per un insospettabile amore per lui; la seconda, l’ebrea, avuta in moglie per tradizione jewish e perché è ricca, molto ricca, ma insopportabile; la terza, Miriam, “l’unica donna che abbia mai amato”, giornalista di CBC RADIO CANADA, conosciuta durante la cerimonia del secondo matrimonio e subito entratagli nel sangue, la donna che avrebbe voluto vedere sepolta insieme a lui dopo aver messo al mondo due figli e dopo anni di vita coniugale, quella donna che “si meritava molto più di te e avrebbe voluto starti comunque vicino”, la donna che invece ha perso, che se n’è andata con l’irritante perfettino, vegano e pacifista Blair.

Ricordi di “una vita fatta di piccole cose, la routine. E questo ci deve bastare”. Ma non basta.

La verità è che c’è sempre qualcuno meglio di te ed è impossibile non cadere nella disperazione della perdita, della malattia. La felicità è solo un attimo fugace. Tutti viviamo con la “paura della pausa nel discorso, quella pausa in cui qualcuno dirà che è ora di andare”.

Barney, produttore televisivo  di soap opera, “Produzioni inutili”, ebreo ubriacone e irascibile, asociale e burbero, interpretato magistralmente dal sempre più bravo Paul Giamatti, è un personaggio che nasce dalla penna di Mordecai Richler, scrittore e sceneggiatore canadese che proprio con il bestseller mondiale con lo stesso titolo del film, “La versione di Barney”, mettendo a nudo buona parte di se stesso in una quasi autobiografia, ha raggiunto l’apice della propria arte, solo quattro anni prima di morire, a 70 anni, poco più vecchio di Barney.

Il film condensa molto della scrittura complessa di Richler lasciando un po’ in disparte il “giallo” della morte di Boogie, molto più estesa nel libro, e anche gli episodi che riguardano le due prime mogli del protagonista sono asciugate all’essenziale, concentrandosi principalmente sul rapporto con Miriam, la Rosamund Pike vista recentemente anche ne “Il mondo dei replicanti” e “An Education”, madre dei suoi figli e paziente moglie del difficile uomo.

Quello che resta, ed è l’importante, è l’amarezza, la tristezza di un uomo che guarda con rammarico dietro le spalle per le occasioni perdute e le gioie ormai passate, lo sguardo di chi sa che la vita sta per finire e poco gli resta tra le mani, se non un sigaro e una bottiglia del whisky preferito (le marche sono proprio quelle presenti anche nel libro, alternate a DAVIDOFF –sigari- e CARDHU –liquore-).

Divertiti cameo di vari registi canadesi, Ted Kotcheff, David Cronenberg e Atom Egoyan, a supportare il lavoro di Richard J. Lewis al primo importante lavoro non televisivo (è regista di innumerevoli serie televisive tra cui C.S.I. di cui è anche produttore).

Girato tra New York, Roma (nelle strade in cui spiccano GUCCI e soprattutto dove otteniamo il consiglio di andare a mangiare al “BOLOGNESE” di cui Barney fornisce anche l’indirizzo di Piazza del Popolo!) e Montreal (dove si trova il bar preferito del protagonista, il “GRUMPY BAR”), il film vede tra i protagonisti anche MERCEDES, VALIUM, DOM PERIGNON.

Name placement per “occhiali di CHANEL e sciarpa HERMES” e, in un irritato dialogo tra la seconda moglie di Barney e lo stesso Giamatti, Miriam che viene etichettata dalla indispettita donna come “la tipica femmina abbonata a “THE ECONOMIST” ma che legge “VOGUE” di nascosto!

Stefano Barbacini

Barneys Version

Regia: Richard J Lewis
Data di uscita: 01/01/2011

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