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CINEMA
27 Settembre 2010 - 10:47

DYSHORROR

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Jennifer s body
DYSHORROR Jennifer's body, ovvero come un teen horror iperprodotto, sopravvalutato e riuscito a metà ti trascina nel gorgo del flop tre donne in carriera. Karyn K. Kusama, regista di furono belle speranze, dopo un esordio vincente con Girlfight (2000), si incarta col pessimo Æon Flux - Il futuro ha inizio (2006), e con questa pellicola va a sbattere contro il proverbiale iceberg senza manco il tempo di calare in mare le scialuppe. Diablo Cody, la sopravvalutata ex-blogger ex-spogliarellista che ha sceneggiato Juno (Oscar 2008 per la miglior sceneggiatura originale), qui autrice di un pastrocchio giovanilistico che fa sembrare le adolescenti americane pure più cretine dei loro storditi coetanei maschi in tempesta ormonale. Megan Fox, che dopo esser stata fatta fuori dalla saga di Transformers si è consolata con horror di dubbio lignaggio (in arrivo anche Jonah Hex). Qui decisamente fuori parte ad interpretare la bella-stronza della scuola, più simile ad una spogliarellista alle scuole serali, mancava giusto un Gianfranco D'Angelo DOC a fare il professore di ginnastica. Per quanto riguarda i placements e marchi riscontrati, sono anch'essi piuttosto miseri come la pellicola. Abbiamo solamente dei naming placements di: Myspace, Chrisler, Wikipedia, Hannah Montana, The Rocky Horror Show, Maroon 5 (la band), Tampax. Deludente anche che il coltello da caccia usato per squartare Jennifer dagli aspiranti satanisti di turno, che ricamano appunto una supercazzola verbale su come il coltello in uso sia un "Bowie knife" da caccia termine però generico che indica un'intera categoria di coltelli da caccia, non sia legato ad un produttore specifico. Bing, occasione mancata. Bing, pellicola buona giusto per una serata di Halloween senza pretese. Bong, un sacco di promozione sprecata e pubblicità virale inutile, dato che l'unica cosa che poteva salvare il film era (come da più parti riconosciuto) appunto il "Jennifer body" in questione di Megan Fox che invece viene pudicamente ed inspiegabilmente celato per tutto il film. Dimenticabile da tutti i punti di vista. Marco Premi

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