Silvio Bandinelli è figura atipica nella cinematografia hard. Comunista (Lotta continua), diplomato con il massimo dei voti in Storia del Cinema, porta nel mondo cinematografico una voglia di rinnovamento cercando (spesso invano) di elevare il genere verso forme più narrative e verso un impegno politico, sociale e storico.
La ragazza dalla pelle di luna si richiama al film di Scattini ma di questo non è certo un remake. Però non ne è che neanche ne faccia tabula rasa ripresentando alcune ambientazioni (l'isola esotica che stavolta è Santo Domingo, la barca che là era portatrice di morte e castratrice e qui mezzo per fuggire verso la libertà), alcune scene (Luce che incarnando la ragazza del titolo si presenta nuda e ammaliante come la Araya, pur non possedendone neppure un decimo della personalità esotica, sulla spiaggia ed affascina i coniugi protagonisti) e "senso" degli avvenimenti (tentativo di fuggire da una realtà fatta di sotterfugi e monotonia verso una libertà comportamentale e sessuale).
Anche in questo film come in quello di Scattini protagonista è una coppia in crisi ma il rapporto è capovolto. Qui "l'artista" (che in entrambi i film non si sa perchè rappresenti l'elemento meno portato a fuggire dalla realtà delle convenzioni borghesi, forse proprio perchè il loro lavoro è già di per sé più libero di quello di ingegnere di Pani e di casalinga di questa nuova coppia) è il marito (David Perry) che è un famoso regista di telenovela (e si spupazza tutte le attricette in cerca di notorietà) mentre la moglie (ovvero "la ragazza dal corpo di silicone" Megan Gole/Cole) è una trascurata e ricca casalinga che si porta a letto uomini comuni raccattati simulando di essere una prostituta. Tra i due si insinua Luce col suo corpo sinuoso e la sua languida lingua dando vita ad un trittico che sembra felice. Però le due donne si amano e non sopportano la vita di lui e vogliono fuggire. In combutta con un nero indigeno (che non è il fratello della ragazza dalla pelle di luna come in quello di Scattini ma l'amante di lei) che entrambe si "gustano" scapperanno fregando il marito e facendogli venire un infarto, ottenendo quella libertà negata nel film di Scattini, distruggendo la parte "borghese" rappresentata qui dal regista.
Il film inizia appunto dall'infarto di lui ed è girato tutto in flashback con procedimento articolato per un porno, le scene hard invece sono piuttosto convenzionali e tra le "prestazioni" la più scatenata è la Cole ma noi abbiamo una preferenza per l'ungherese Dora Venter (qui Niki Wigel) alle prese con l'impegnativo Roberto Malone e che sembra una Olinka Hardiman più minuta e meno volgare.
L'esperto del genere Alex Stellino su un vecchio Nocturno (N. 1 nuova versione del 2002) ne rilevava come "...l'ambientazione dominicana, la sensuale Luce e la scelta di narrare la vicenda per mezzo di flashback a incastro richiamino alla mente certi film di Joe D'Amato come Orgasmo Nero e Le notti erotiche dei morti viventi (...) la scena in cui Luce compare per la prima volta sotto i palmizi in riva al mare indossando un pareo trasparente non può non far tornare alla mente le similari epifanie di Laura Gemser nel film di Massaccesi."
Product placement: a parte il casuale fatto che l'ambulanza sia una Volkswagen, abbiamo un fuoristrada TRACKER (Suzuki/GM), un motore YAMAHA (sulla barca), un cappellino dei NY Yankees e un intimo (mutande maschili) J-PRESS.