Dopo il ritorno di Connery in Diamonds are forever James Bond doveva essere rinnovato (e non solo per un solo film come era successo con George Lazenby) e per farlo questa volta si va sul sicuro: un classico gentleman inglese con fascino da playboy, già perfettamente rodato per ruoli da "spia" sia con la serie "Simon Templar" che con "The Persuaders!" dove interpretava un nobile inglese con l'hobby dello spionaggio.
Con Roger Moore la serie cambia rotta diventando ancora più spettacolare negli inseguimenti dove si raggiunge l'apice delle acrobazie, sia per l'umorismo scanzonato capace di rendere ancora paradossali alcuni cliffhanger.
Si parte così nel 1973 con Live and Let Die capolavoro psichedelico della serie dove il cattivo Kananga, insieme a Mr. Big, ha deciso di innondare gli Stati Uniti di eroina gratuita così da sbaragliare la concorrenza e diventare l'unico grande monopolista del paese. Dalla sua sede del Fillet o Soul (locale in francising ovviamente inesistente di cui Kananga possiede quello in Charles Street nel French Quarter a New Orleans che quello ad Harlem, entrambi con muri e pavimenti che nascondono stanze segrete) di NOLA sta organizzando la produzione e la distribuzione, nonchè l'eliminazione di ogni tipo di ostacolo, con l'aiuto di Solitare, una bella cartomante in grado di prevedere il futuro.
James Bond, con l'aiuto della CIA è quindi costretto a recarsi in Louisiana per sventare il piano, cosa che lo porterà ad affrontare gangster, poliziotti corrotti e non, alligatori e a fare inseguimenti a bordo di Chevrolet Corvette, di un bus a due piani AEC Regent III, di un Cessna 140 senza neanche decollare e con un motoscafo Glastron decollando.
Altro bel placement il solito Rolex che crea un campo magnetico potentissimo e può essere usato come sega circolare. Lo consiglia Q ma in questo film non compare, così come non compare il Martini, ma solo Bollinger e Dom Perignon.
Una particolarità: mentre Lazeby si presenta al pubblico dichiarando il suo amore, qui Moore compare a letto con una bella spia italiana, peccato che come spesso succede, solo per noi italiani, la spia è francese.