Leggevo giusto oggi di una coppia di disperati pieni di debiti causa crisi, a cui il giudice ha ridotto i debiti del 75% salvandoli dal suicidio. Una delle tante notizie che leggiamo con un commento veloce poi passiamo ad altro. La crisi, è materiale buono per dibattiti senza soluzioni, per farsi vedere sociali e sul pezzo. Ma poi quanti sono gli individui che ne fanno veramente le spese senza che noi ne veniamo a conoscenza e lasciamo (noi come societá) andare alla deriva?
La signora Rivero, protagonista del film La influencia (2007) che l'allora esordiente Pedro Aguilera (il film è stato presentato a Cannes ma poi sparito dalla circolazione) decide di seguire durante i suoi normali giorni di una vita normale è un esempio di tutto ciò.
Sola con due figli trascorre la sua vita tra negozio (vende prodotti di bellezza) e cura dei ragazzini (con cui per altro ha un rapporto non molto vivo, quasi dolorosi i momenti di silenzio dei tre attorno al desco). Vita triste e senza alternative alla noia del (non)vivere quotidiano. Non ha un compagno e strappa rapporti sessuali fugaci quando non si masturba solitaria. Per il resto è silenziosa disperazione che si acuisce quando perde il negozio per morositá. Senza soldi e senza prospettive non reagisce, si mette a letto e si lascia letteralmente morire. Crisi esistenziale ed economica di una donna alla deriva nella periferia di una grande città europea.
Se volessimo dar retta a quanto afferma lo scrittore Michael Cunningham (premio Pulitzer per The hours) che afferma: "molte fiabe parlano di persone comuni, ma che difficilmente accettano in modo tranquillo il loro destino: quelle che non si ribellano non entrano nelle storie, di nessun tipo, perchè sono passive" (L'Indice dei libri del mese n.7 2016) questo film non dovrebbe esistere e non dovreste andarlo a vedere. In realtà ci vuole anche qualcuno che ci racconti di persone senza qualità e senza energia. Senza la forza di andare avanti. Gente che subisce e di cui non ci accorgiamo nemmeno. Perchè è l'intera società che si sta lasciando andare verso una deriva di passività.
In realtà un piccolo segno di ribellione c'è nel film. Nel finale la figlia più grande si prende sottomano il fratello piccolo e sale sulla RENAULT della madre. Tenta di andarsene, il tentativo è fallace, l'auto non sa ancora guidarla e sbatte contro un muro. Ma non è tragedia, è voglia di superare i problemi, di andare avanti, che si manifesta con una grande risata...
Film costato poco e fatto tra amici, con pochi personaggi e dialoghi quasi nulli questo di Aguilera, ex assistente di Reygadas da cui eredita l'amore per un cinema contemplativo, denso di umanità. Il regista non gira in maniera documentaristica come ci si aspetterebbe da questo tipo di racconto accontentandosi di seguire la protagonista e i suoi figli, fa invece sentire la sua presenza, utilizzando il ralenty e il carrello per uscire dalla stasi quasi bressoniana e dare una sottolineatura psicologica ad alcuni momenti fondamentali del film, ad esempio quando la donna cerca oblio sotto la doccia o quando si aggira perduta nel supermercato circondata da prodotti che non potrà più permettersi.
Detto della Renault, il product placement si concentra principalmente sul negozio della signora Rivero, GENNA articulos Peluqueria y estetico, che non sarà forse proprio quel negozio ma realmente esiste un Comercial Genna a Arganda del Rey (Madrid) che non si sa in che modo ringrazi; poi prodotti di farmacia (PULEVA, NIQUITIN CLEAR) in bella vista, GEMAS D'ORLEAC nel negozio, COCA COLA e CARTOON NETWORK su cui è sempre sintonizzato il figlio più piccolo.
Il film si può vedere su http://streaming.filmtvod.com.