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CINEMA
27 Luglio 2010 - 11:09

The Box

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Scatole e brand
The Box The Box e Product placement. Siamo negli anni '70. Una famiglia ordinaria apparentemente senza problemi inizia la solita giornata con una sana colazione. I KELLOGG'S CORNFLAKES impongono la loro presenza come su ogni tavola WASP americana. Il padre ricercatore della NASA in procinto di diventare astronauta sfreccia verso il lavoro con la sua CORVETTE, la madre insegnante scolastica ha come scolaro il figlio che come tale ha diritto ad una borsa di studio per frequentare la scuola privata altrimenti troppo cara. Insomma tutto perfetto, la COCA COLA rinfresca le giornate e in famiglia si gioca a MONOPOLI. Ma... Ma nello stesso giorno mentre la domanda da astronauta del capofamiglia non viene accettata, anche la borsa di studio del figlio viene revocata. In realtà qualche avvisaglia che non tutto era quello che appariva in casa Lewis dovevamo capirlo dalla leggera zoppia di Cameron Diaz (sta invecchiando male la ragazza...) che svelerà un'amputazione di quattro dita del piede causata da un errore medico e da quella strana scatola depositata alle 6,45 del mattina da una misteriosa macchina nera. Giornata di merda, quindi, quando nel pomeriggio si presenta uno strano personaggio (Langella che porta con sé l'inquietante aplomb del Dracula che fu) con il volto orrendamente sfigurato da un fulmine. Chiede alla signora Lewis di poter entrare per spiegare il funzionamento di quello strano macchinario che era contenuto nella scatola trovata al mattino. Il macchinario non è altro che un pulsante che, se pigiato, porterà alla famigliola (che ora ne ha un gran bisogno) ricchezza e prosperità sotto forma di un milione di dollari. Però, pigiando quel bottone si causerà la morte di una persona sconosciuta... Che fare? Dopo consulto con il marito che è scettico della cosa, l'istinto femminile e la disperazione finanziaria portano la Diaz ad abbassare la mano sul pulsante dando inizio ad una discesa verso un inferno di problemi morali e fisici, di strani incontri e strane scoperte fino ad una drammatica scelta finale a cui è costretto James Marsden che deve decidere se salvare la vita della moglie o quella del figlio... Non per nulla la COCA COLA è sostituita dal JACK DANIEL'S. Il destino delle vite dei Lewis è nelle mani di Langella/Arlington Steward che sembra tirare le fila del destino a bordo della sua ELECTRA nera. In verità Langella è solo uno strumento nelle mani di entità superiori che stanno mettendo alla prova il genere umano... Tratto da Button, Button di Richard Matheson (già adattato per lo schermo in un episodio di Twilight zone - non la serie classica, in quella dell'85 - di mezz'ora e, forse, tirare avanti per due ore la stessa storia è annacquare un po' troppo la bevanda) la pellicola si rivela un onesto film di genere fantascientifico che si lascia vedere, ma lasciamo perdere i paragoni con Lynch come sono stati fatti (siamo più dalle parti dell'?originalità forzata? di un Shyamalan o dello stesso Kelly di Southland tales). Da apprezzare lo sforzo di rendere l'atmosfera degli anni '70 che il regista vuole evidenziare anche nelle osservazioni della gente che, ad esempio, fa notare la pettinatura alla moda di Marsden con i basettoni come andavano in quei tempi. Stefano Barbacini

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