HYPNOSIS ? Davide Tartarini, Simone Cerri Goldstein (2011) Con tutta la buona volontà di questo mondo ci mettiamo di fronte a questo nuovo tentativo di cimentarsi nel cinema horror da parte di qualche giovane regista italiano. Pronti a felicitarci per una resurrezione del cinema di genere italiano. Un articolo sulla benemerita Nocturno a firma di Zampaglione che ci preannuncia l?arrivo di nuovi film horror tutti italiani, qualche pellicola interessante vista ai festival specializzati, il successo del Shadow dello stesso Zampaglione e anche l?uscita in sala di Imago Mortis dello scorso anno e di questo Hypnosis adesso ci portano a pensare in questo senso. Gli autori della pellicola sono gli esordienti Davide Tartarini e Simone Cerri Goldstein fino ad ora registi solo di videoclip e con la voglia di fare un film diverso a tutti i costi. Avventurarsi in un?autoproduzione con budget limitatissimo e con, immagino, tempi altrettanto limitati (il tutto deve essere stato fatto in tempi strettissimi dato che all?interno del multisala dove si svolge gran parte del film vi è la pubblicità dei film Boris e Il Grinta!) non è cosa in cui ci si butta se non si è motivati dalla volontà di fare un cinema come lo si vuole. Detto tutto questo ci troviamo di fronte ad un pastrocchio con una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti, attori decisamente inguardabili, soprattutto il protagonista, Nicola Baldoni, che si sforza di fare il super timido imbranato per tutto il film diventando decisamente ridicolo nelle scene in cui deve cambiare registro (si salva invece Daniela Virgilio che almeno dimostra di essere un?attrice professionista e sarebbe interessante sapere come sia passata da Romanzo Criminale a questa cosa) e un girato che non riesce a togliersi di dosso un sapore amatoriale, al di là delle capacità tecniche, con scene di raccordo senza idee per stiracchiare il metraggio. La storia è quella di questo tizio, proiezionista in una multisala STAR CINEMAS, che non ricorda la propria infanzia ed è perseguitato da un incubo in cui una ragazzina-fantasma gli appare minacciosa. E? amico fraterno della Virgilio che torna dagli Stati Uniti con un nuovo fidanzato, psichiatra dai metodi sperimentali, per aiutarlo e insieme a lui e al dottore si reca nel paese dove pare abbiano avuto origine le vicende che girano attorno alla ragazzina. Sottoposto a sedute di ipnosi scatenerà forze del passato poco rassicuranti. Probabilmente voler copiare a tutti i costi le atmosfere del J-Horror e attualizzare il linguaggio con frammenti girati in POV non è una buona idea per voler fare qualcosa di originale, anche perché di questi due filoni, che per altro hanno licenziato opere qualitative in numero non cospicuo, non se ne può proprio più. Invece i due registi si impantanano proprio in un scimmiottamento inutile di opere preesistenti senza riuscire a trarsene fuori. Tanto è vero che le uniche cose decenti del film sono la creazione di una certa suspence ruspante (ricorda i telefilm del periodo d?oro della RAI) e la location, ben valorizzata, del paesino di Crespi d?Adda in provincia di Bergamo. Evidentemente i registi italiani hanno nel dna ?La casa dalle finestre che ridono? e ?Malombra? non ?Ring? o ?Grudge?! Per il resto notte fonda. Posizionamenti casuali di ALGIDA e SUPERENALOTTO sono controbilanciati da quello voluto del ristorante AL LESS di Milano il cui nome si trova in primo piano durante le scene giratevi, e dal product placement tecnico formato da computer APPLE, immancabili, e macchina fotografica CANON. Primo piano evidente per RANGE ROVER.