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CINEMA
27 Marzo 2011 - 22:10

TOURNEE

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Ad Amalric piacciono il Burlesque e il pollo fritto KFC
TOURNEE

TOURNEE – Mathieu Amalric (2010)

 

Francamente non capisco. Non capisco cosa fa esplodere la fama e fa diventare di moda fenomeni sempre esistiti ma confinati fino a poco tempo prima a una piccola congrega di appassionati (spesso per queste loro passioni pure sbeffeggiati).

Adesso è il momento del Burlesque. Anzi del New Burlesque. Fino ad una decina di anni fa le immagini di Betty Page, Gipsy Lee Rose, Tempest Storm, Blaze Starr erano oggetto feticistico di pochi fan che non avevano vissuto il periodo in cui le regine dello spogliarello si esibivano. Per non parlare dei film di Irvin Klaw o Bunny Yeager sulle esibizioni delle pin-up, rarità assoluta in Italia dove gli appassionati dovevano sborsare cifre assurde per importarli o averli di “contrabbando”.

Invece negli ultimi anni non si fa altro che parlare di questo tipo di esibizione in cui donne dalle forme abbondanti uniscono spogliarello e varietà per divertire e divertirsi. Programmi tv, stage per casalinghe, riviste, film si sono occupati del New Burlesque e delle sue star, a partire da quella Dita Von Teese famosa anche per essere stata la fidanzata di quell’altro bizzarro essere esibizionista che è Marilyn Manson.

Se vogliamo trovare un motivazione a tutto questo interesse dobbiamo forse cercare nell’eccesso di immagini patinate di donne magre e dai fisici sempre perfettamente tonici che si permettono di indossare vestiti lussuosi e sexy come se fosse una loro esclusiva poterlo fare. Anche l’eccesso del porno sdoganato ad un pubblico di massa, soprattutto dall’avvento di internet, dove il sesso può essere cercato ovunque da chiunque, in un bombardamento di corpi torniti e appetibili pronti a diventare oggetto del voyeurismo più esigente, ha portato ad una “ribellione” estetica verso un gusto più alla portata della gente “normale” che deve tutti i giorni lottare con lo specchio riflettente fianchi abbondanti e volti non sempre perfetti. Allora ecco scoppiare prima il boom dei video casalinghi, poi il successo di siti tipo “Suicide girls”, infine l’esplosione, appunto, del New Burlesque con un proliferare di corpi anomali, seni abbondanti e spesso flaccidi, enormi deretani, insomma l’estetica dell’imperfetto, accentuata da tatuaggi coloratissimi, fa mostra di sé prendendosi in giro ma riuscendo anche a presentarsi sexy in un modo differente.

Se invece chiediamo cos’è il NB a Dirty Martini, una delle interpreti di questo tipo show, vi risponderà: “E’ una donna che si esibisce per le donne così l’uomo non le tiene più sotto controllo”.

Il movimento deve aver colpito anche la curiosità di Mathieu Amalric, interprete e regista del film Tournée appena arrivato nelle sale italiane. Come già le lap dancers avevano affascinato Verhoeven, le go-go girls Abel Ferrara (Go-go tales è l’operazione filmica che più si avvicina al film del regista francese) e, perché no, le donne westlers Altman (ma l’elenco potrebbe continuare) portandoli a sfornare progetti apparentemente anomali nelle loro filmografie, le dive del New Burlesque hanno talmente affascinato Amalric da volere cinque di esse (anzi sono sei se contiamo Roky Roulette, unico uomo ad esibirsi nella compagnia messa insieme da Yoaquim Zand, l’impresario interpretato di persona da Mathieu) come interpreti di Tournée: la tatuatissima Mimi Le Meaux, la pianista Kitten on the Keys, l’immensa Dirty Martini (un nome…una brand), la “pudica” Evie Lovelle e Julie Atlas Muz, la più “estrema” ed innovativa delle performer.

Il film scorre via piacevolmente tra una performance delle ragazzone e l’altra seguendo parallelamente le vicende complicate dell’impresario Yoaquim/Amalric, ex star della tv decaduta che con la sua VOLKSWAGEN torna a Parigi per cercare di riallacciare rapporti col passato ma riesce solamente a far riaffiorare contrasti con gli ex collaboratori, con le ex mogli, con il figlioletto di cui non ha saputo essere padre.

Non gli resterà che tornare dalle suo spogliarelliste con cui cercare di portare a casa la micca.

Interessante il lato docufiction del prodotto, cioè quando le girls del burlesque mettono in luce il loro lato “umano” facendoci partecipi delle loro insicurezze, dei loro amori difficili, delle loro solitudini di donne indipendenti (“non avere bisogno di nessuno è merdoso”).

Per finire riportiamo una frase delle donne in pausa in un Hotel mentre una di esse sta leggendo l’HERALD TRIBUNE: “che lettura intelligente!” introducendo così l’argomento product placement. A parte i locali delle loro esibizioni (tra cui il più presente è la CUBE Discoteque) e gli hotel da loro frequentati (anche qui uno su tutti, il MERCURE), abbiamo anche brevi apparizioni di COCA COLA su di una vetrina e SNICKERS in un supermercato dove la cassiera (una totale svitata fan dello spogliarello che vorrebbe improvvisare un balletto sexy per Amalric) lavora con una cassa CASIO.

Più importanti invece i posizionamenti di MOTOROLA, fedele compagno di Yoaquim per organizzare la tournée e, soprattutto, il vero e proprio spot del KFC dove l’uomo porta il figlio a consumare “un vero pasto” in cui naturalmente è fondamentale il pollo fritto della catena alimentare americana.

Stefano Barbacini

Tournee

Regia: Mathieu Amalric
Produzione: Arte
Data di uscita: 01/01/2011
Brand:
Motorola

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