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CINEMA
27 Febbraio 2021 - 11:46

HOW TO BUILD MAZINGER'S HANGAR FOR DUMMIES

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Project Dreams: How to Buld Mazinger Z's Hangar (Tsutomu Hanabusa, Jap, 2020)
HOW TO BUILD MAZINGER'S HANGAR FOR DUMMIES

La Maeda international è una grossissima multinazionale giapponese esperta nel costruire grandi opere: dai grattacieli alle autostrade fino alle dighe.

Un giorno il capo marketing arriva con un'idea eccezionale. Per aumentare il business (e salvare la terra) gli ingegneri sono riusciti ad ottenere una trasmittente per comunicare con il mondo delle anime (e probabilmente anche quello degli hentai) ed hanno già il primo cliente: il professor Gennosuke Yumi dell'istituto di energia fotoatomica di Tokyo che come tutti sanno nasconde la base segreta di Mazinga Z.

Le potenzialità di business sono smisurate. si pensi solo la quantità di strade, ponti, edifici da ricostruire dopo ogni battaglia e stiamo parlando di uno solo dei mecha e in più bisogna salvare Tokyo e l'intera umanità dal Dr. Hell, il barone Ashura, il conte Bloken e tutta l'allegra combricola dei micenei.

Preso inizialmente per pazzo, ma assecondato dai vertici della multinazionale, il dirigente riesce a radunare uno staff di tecnici per la costruzione dell'hangar che poco per volta incominciano a crederci e a cercare tutti i vari problemi non certo facili: dove finisce l'acqua della piscina, riusciamo a riciclarla, e come facciamo a far alzare il robot in pochi secondi, per non parlare dei successivi che si accumulano man mano che lo staf prosegue nella visione degli episodi dela serie.

Film che ricorda vagamente Space Travelers del 2000 (dove i rapinatori e i clienti di una banca si trovavano coinvolti in una battaglia spaziale con i poliziotti fuori), Project Dreams parte bene con manager, operai e fornitori che poco a poco si convincono che devono aiutare Mazinga a salvare il Giappone, ma alla trentesima ripetizione stanca per poi riprendersi sul finale con l'ovvio colpo di scena.

Film d'apertura del Japanese Film Festival, il film contiene del product placement interamente formato dagli oggetti che servono per la progettazione dell'hangar: computer Samsung, schermi Panasonic ed escavatori Komatsu. 

GERARDO CORTI

© www.dysnews.eu