Come dicevamo nel precedente articolo dopo due film completamente fatti con lo schermo di un computer, Timur Bekmambetov ci riprova con un terzo film: Searching.
Al contrario dei primi due film dove internet e tutti i social potevano nascondere delle insidie da parte di serial killer o di estremisti islamici, in questo caso tutti questi strumenti diventano positivi diventando di fatto un vero product placement.
La storia, come negli altri due casi è banale. Un padre non riesce più a sapere che fine abbia fatto la figlia e così comincia ad indagare utilizzando tutti gli strumenti a disposizione e a scoprire che le è successo qualcosa di brutto.
Anche in questo caso è difficile non rivelare troppo ma è ovvio che in questo caso essere social conviene.
Così come negli altri casi, questa nuova tecnica su rivela interessante e, anche se non sarà fortunatamente il futuro del cinema, ci si può aspettare nei prossimi anni, così come detto Timur Bekmambetov a Neutchatel, una serie di film fatti da chiunque con pochi soldi.
Speriamo che ci siano almeno buone idee.