Mattinata dedicata alla conferenza sul cinema russo. Mi infilo quindi alla retrospettiva Lizzani.
In programma Roma Bene (di cui non si può dir certo benissimo), noir antiborghese con un Manfredi ispettore che mastica Dante e legge CORRIERE DELLO SPORT di cui ricordiamo la frase: sono solo degli annoiati senza nulla da dire gli aristocratici "almeno noi in qualcosa crediamo, al dovere, al TOTOCALCIO e alla scala mobile..." no comment!
Passiamo invece al quel capolavoro del cinema popolare che è Torino nera, con quella sua fantastica ambientazione nei quartieri degli emigrati del sud sottoproletari, con addirittura ancora i bagni da ringhiera (gabinetti comuni sulle ringhiere dei corridori esterni tra un appartamento e l'altro dei casermoni popolari). Inoltre è un film dal product placement (vietatissimo) onnipresente e vintage. Addirittura dalle radio all'interno degli appartamenti escono, casualmente, dei veri e propri spot di quei tempi. Ad esempio "un arredamento da sogno con SORMANI mobili", "FRANCIS (?!) lo scotch wiskhy più pregiato", "BULOVA, l'orologio che vive nello spazio" e altri. Poi la MOTO MORINI, le TAMPAX che escono da una borsetta rubata, LA STAMPA che ci riporta la cronaca, i TOPOLINO, ISABELLA e MEN rubati dai ragazzini, il TOTOCALCIO (hanno vinto 93 milioni quelli), la pubblicità della MILKANA, gli striscioni allo stadio con TERMOZETA, RECOARO e PENNELLI CINGHIALE. Il sogno dei ragazzi la SUZUKI 750. E poi FIAT un po' dappertutto con la CINQUECENTO in mano ai protagonisti. Ma la frase più bella è quella rivolta da uno studente al ragazzino contrabbandiere di sigarette: Terun me le hai trovate le ASTOR? Nel pomeriggio l'unico film horror della rassegna.
Alle 16 sullo schermo all'interno del cortile del palazzo che ospita gli uffici del festival, va in onda ITALIA-SLOVACCHIA dei mondiali di calcio...sara' contenta PUMA?
In serata il film piu' assurdo del festival. Si tratta del giapponese Symbol del comico e regista Matsumoto Hitoshi. Un film che non si capisce dove vada a parare. Corrono parallele due storie, una ambientata in messico con protagonista un vecchio lottatore di Lucha Libre, l'altra in Giappone all'interno di una stanza completamente bianca con un internato tipo manicomio che si ritrova sulle pareti tanti piccoli peni (si, proprio dei cazzetti...) di putti neoclassici. Schiacciando i cazzetti oggetti vengono catapultati nella stanza (e' troppo assurdo per raccontarlo bene). Alla fine, insomma, diventa un film tipo Jodorowsky con i cazzetti che, schiacciati con un dito, modificano gli avvenimenti del mondo... Mah! Comunque nell'episodio "messicano" si inizia con un'inquadratura in primo piano delle sigarette ALAS, la figlia del protagonista (una suora svitata e volgarissima) guida un furgoncino CHEVROLET tutto scassato e musica esce da un vecchio stereo PANASONIC. Nella stanza il giapponese matto ad un certo punto legge VOGUE e gioca a TWISTER. Durante un concerto di un gruppo imitatore dei Kiss si vedono continuamente casse MARSHALL (comme toujours...)