Misteri del pubblico e della distribuzione. C’è un film che su Positif (n.741) ha avuto un certo risalto meritandosi una delle recensioni del mese e una lunga intervista al regista e che scopro essere uscito anche in Italia. Il film è Les miens (2022) di Roschdy Zem, uscito in sordina nel nostro Paese con il titolo Ritratto di famiglia, non pubblicizzato e visto praticamente da nessuno, incasso sul suolo italiano (dati Box Office su Imdb) equivalente a 2500 dollari, il nulla. Nessuna piattaforma streaming ad oggi l’ha nel catalogo.
Eppure il film meriterebbe assolutamente di essere visto, il “ritratto di famiglia”, in parte della sua famiglia, di Roschdy Zem, ovvero di una famiglia di emigrati dal Nord Africa in Francia, è ben costruito tra commedia e dramma e, come afferma il regista, ricorda i film di Scola a cui dice di essersi ispirato.
Tre fratelli e una sorella si ritrovano consuetamente con i figli e i compagni di vita a casa di Moussa, il catalizzatore della famiglia, l’elemento di certezza, colui con la sua calma e la sua capacità di empatia con i parenti mantiene l’unione famigliare. Al suo opposto il fratello Ryad, famoso conduttore di programmi televisivi e ricco, viene accusato di essere distante dai bisogni e dalle attenzioni richieste dai fratelli, figli e nipoti. Quando, durante una serata in discoteca dove viene convinto da una collega a prendere una pillola sospetta, ha un incidente battendo la testa e subendo un trauma tale da sconvolgergli la mente, Moussa cambia la personalità e il democratico e normalizzatore che era diventa un altro. Irritabile e senza filtri comincia a bacchettare figli, fratelli, nipoti. Butta così per aria la normalità famigliare mettendo allo scoperto i nervi dei componenti scoprendone le pecche individuali, le insoddisfazioni, le idiosincrasie. La verità senza un adeguato controllo compromissorio risulta distruttiva e certi segreti rivelati possono creare disastri.
Il film è sceneggiato dallo stesso Zem insieme a Maiwenn e il regista, oltre alla collega, chiama a recitare nel film il suo compagno di mille avventure Sami Bouajila, l’altro collega regista Rachid Bouchareb, Meriem Serbah che aveva già collaborato con lui e la propria stessa figlia. Insomma una vera famiglia cinematografica. Zem nell’intervista rilasciata a Positif dichiara che “la genesi del progetto, è l’incidente cerebrale di mio fratello, che mi ha fatto pensare di poterci trarre un soggetto. Ma è subito diventato il pretesto per raccontare la mia famiglia… e la mia Francia”. E questo fa. Se riuscite recuperatelo. (Voto 6,5).
Apple e Asus si dividono la presenza dei computer nel film, Google e Facebook sono citati come attentati alla privacy dal figlio complottista e terrapiattista e Instagram denigrato per gli stupidi video che permette di rivelare al mondo. Restano come product placement Vittel, il burro President e il sito Quickdivorce che permette di accelerare le pratiche di divorzio, appunto.