Il conte Desiderio Lancillotto, dopo aver lasciato delle istruzioni e il cane ad una escort veneziana Francesca Beltrame, prende una borriglia del suo miglior prosecco e va a festeggiare e suicidarsi sulla tomba dei suoi familiari e vicino a quella dei suoi più cari amici.
Il conte era una delle persone più importanti del paese, proprietario di una casa vinicola che produce un prosecco che, a detta di quelli del paese, è un'opera d'arte sia per la cura che per la scelta delle materie prime che però rischiano di esssere rovinate dal cementificio che oltre a rovinare le terre sta uccidendo di cancro anche tutti gli abitanti del paese.
Ad indagare sulla sua morte c'è il nuovo arrivato, l'impacciato italo-persiano Stucky che, nonostante debba prendere il comando ancora non riesce a farsi valere sul superiore Leonardi che dovrebbe andare in pensione ma sembra sempre non voler casini perchè, forse, ha qualcosa di nascondere, anche se a caso risolto risulta buono e simpatico e offre uno spritz a Stucky anche se sono solo le dieci del mattino.
Stucky vorrebbe indagare sul suicidio e, a dargli una mano, arriva subito dopo l'omicidio di uno dei padroni del cementificio e non sarà l'unico. Che ci siano di mezzo la escort, la figlia del conte o il matto che gira tra le tombe?
Costruito in un paese immaginario del nord, Finchè c'è prosecco c'è speranza è un buon giallo/noir che forse avrebbe dovuto osare di più anche perchè in alcuni punti rischia di deviare verso il seriale televisivo. Comunque un'ottima opera prima grazie anche agli attori a partire da Battiston ed arrivando a Teco Celio nella parte del pazzo del paese che conosce tutti a partire dai soci del prosecco che rimane comunque il più grande product placement del film. Da notare che Teco Celio era già stato Gran Maestro del gongorzola in Benvenuti al sud. Nessun altro placement da ricordare. Guardabile