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CINEMA
25 Giugno 2013 - 20:10

BARBA E DINTORNI VINTAGE

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Welcome to Arrow Beach
BARBA E DINTORNI VINTAGE

WELCOME TO ARROW BEACH – Laurence Harvey (1974)

Curioso low budget horror “Arrow Beach, la spiaggia della paura” è uno sfizio che si è concesso Laurence Harvey, attore di origini ebree-lituane con una lunga carriera sia nel cinema inglese, di cui è volto piuttosto noto, sia ad Hollywood, sul finire della sua purtroppo breve vita.

Proprio mentre un cancro stava minando il suo fisico (riuscirà appena a finire il montaggio del film prima di lasciare questo mondo a soli 45 anni) Harvey ha girato questa pellicola da appassionato del genere.

Si tratta della storia di una ragazza, libera e vagabonda (interpretata dall’ancora fresca Meg Foster che ci delizia buttandosi in mare come mamma l’ha fatta ad inizio film) che viene ospitata dal distinto, ancorché un tantino ambiguo, Jason Henry (parte che Harvey si tiene per sé) e dalla sorella (anche amante?) Grace (Joanna Pettet).

La ragazza è benevolmente accolta e sfamata con un succulento filetto al sangue, di che tipo di carne scopriremo poi…

Prima noi spettatori poi la povera Meg apprendiamo che qualcosa di losco si nasconde dietro l’apparente normalità dei gentili fratelli e che forse è meglio fuggire da quella casa...

La sceneggiatura non è compiutissima e qualche fatica la facciamo a capire il motivo per cui il protagonista non riesca a trattenersi dall’accalappiare giovani (e meno giovani) donne sulla spiaggia per portarsele a casa e smembrarle con asce e coltellacci; pare il tutto provenga da esperienze avute durante la guerra di Corea dove probabilmente, se diamo credito alla frase posta in esergo al film (una volta assaggiata la carne umana se ne vuole ancora e ancora…), ha avuto esperienze cannibaliche.

Ma la sceneggiatura sfilacciata, con tentativi ironici mal congegnati, non ci rovina il divertimento per la visione di questo filmetto (del nero divertimento di un horror) che ci riserva anche una bella scena di omicidio girata come se fosse una serie di foto scattate in sequenza.

COORS beer comincia le “danze” del product placement (grossa insegna davanti a bar) che vede partecipanti al ballo anche GENERAL MOTORS (dettaglio del logo di una grossa auto) e NIKON (protagonista della miglior scena del film sopracitata).

Abbiamo anche una marca di frigorifero che sa molto di “film girato a casa mia”…

Stefano Barbacini

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