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CINEMA
25 Giugno 2010 - 09:19

Festival di Pesaro

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Fumo, Sesso e Foto
Festival di Pesaro Roads to Koktebel di Boris Khlebnikov e Aleksey Popogrebsky dovrebbe essere il film faro della nuova ondata di cinema russo. E' un bel film, un road movie che coinvolge un padre in viaggio con il figlio dopo la morte della moglie per raggiungere Koktebel in Crimea dove vive la zia del ragazzino. Film di formazione e che esplora i rapporti tra padre e figlio (argomento assai sentito in Russia). Il film ci riserva due chicche assolute: 1) ad un certo punto il genitore manda il figlio a comprargli le sigarette PRIMA ma il ragazzo compra anche un pacchetto di MARLBORO che poi fumerà insieme ad una ragazzina. Le MARLBORO saranno complici dei suoi primi turbamenti sessuali quando verranno accomodate in primo piano sulla gonna della ragazza con le gambe in evidenza e saranno anche oggetto di un giochetto malizioso della giovane che se le farà saltare in mano muovendo la gonna stessa. 2) il ragazzo lasciato il padre viene preso a bordo del suo mezzo da un truce camionista. Primo piano dei due e sottofondo di Solo noi di Toto Cutugno in italiano che esce dall'autoradio! MIYOKO di Tsubota Yoshifumi. Si cambia nazione dopo tanto cinema russo (per altro di altissimo livello finora, a mio parere). Il film inizia in questo modo: prima scena Miyoko è sola in casa e sta giocando con un pacchetto di SAGAMI che lancia in un vaso e che viene inquadrato in primo piano. Seconda scena viene introdotto il film come la biografia del mangaka Abe Shinichi e della sua ossessione per i fumetti e per la stessa Miyoko, la moglie. Viene chiaramente fatto osservare che il fumetto da cui il film è stato pubblicato dalla GARO EDIZIONI. Terza scena, primo piano di una macchina fotografica NIKON con cui Abe sta fotografando allupato la moglie completamente nuda. Promettente no? Il film in realtà non riuscitissimo, è praticamente un porno soft che narra la vicenda di questo frustrato autore di fumetti che diventerà alcolizzato, sessuomane ed infine schizofrenico. SONY si ritaglia una particina. Sarunas Bartas si dà al noir! L'autore lituano che Ghezzi ci ha aiutato a conoscere a Fuori Orario con le sue opere rarefatte e silenziose cambia registro (ma non del tutto stile) con un noir alla Melville ambientato tra Parigi, Vilnius e Mosca. Il protagonista (il regista stesso) impersona un delinquente caduto in disgrazia e costretto alla fuga insieme ad una delle sue due donne (una prostituta moscovita, l'altra è un'italofrancese che vive in lituania). Il pappone della donna è un divoratore di SNICKERS, la COCA COLA esce un po' ovunque. I telefonini sono NOKIA, macchine fotografiche KONICA e tra i grattacieli lampeggia pubblicità NIVEA, DAMAC, VESTEL. Il sogno di un mondo migliore è rappresentato da una nave da crociera della COMPAGNIE YEU CONTINENT.FR. Stefano Barbacini

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